Il rapporto di conto corrente tra consumatore ed istituto di credito » Tutto ciò da sapere per non farsi fregare dalle banche

L'arbitro Bancario Finanziario (Abf), sempre più frequentemente, si è occupato della tematica concernente i contenziosi tra consumatore ed istituti di credito riguardo al rapporto di conto corrente.

Negli ultimi tempi, l'Arbitro bancario finanziario è diventato un punto di snodo fondamentale nelle controversie tra banche e clienti. Di recente i ricorsi all'Abf, infatti, sono aumentati del 58% con una percentuale di accoglimento delle istanze dei cittadini pari al 45% dei casi. A rivolgersi all'arbitro è un pubblico adulto, vista l'età media dei ricorrenti, che è di 49 anni.

Il successo dell'Abf si misura anche dall'accesso al proprio portale web: si parla di circa 14.000 accessi al giorno, tra cui, oltre ad esperti e studiosi, semplici cittadini interessati a conoscerne le decisioni.

La vera chiave di questo successo è la qualità delle decisioni: l'elevato profilo dei componenti dei collegi di coordinamento mette a disposizione dei cittadini uno strumento di qualità, accessibile a tutti per i costi contenuti.

Il ricorso all'arbitro costa infatti 20 euro e quando il cittadino ha ragione, in genere l'istituto di credito è condannato a rifonderglieli.

Tra le contestazioni ricevute lo scorso anno dall'Arbitro, quelle relative al conto corrente sono quasi un terzo: oltre il 26% e quasi 1.000 in numeri assoluti.

In questo intervento, dunque, vogliamo informare il lettore sulle decisioni dell'Abf in materia di rapporto di conto corrente tra banche e consumatori.

Per favorire la lettura, facciamo notare che, nel prosieguo dell'articolo, i clienti, o consumatori, saranno identificati come utilizzatori, mentre gli istituti di credito, banche o prestatori, come intermediari.

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