Conto corrente cointestato » Norme ed Orientamenti giurisprudenziali

Il secondo comma dell'articolo 1298 del Codice Civile, trattando dei rapporti interni tra debitori o creditori solidali, stabilisce che: Le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente.

Quindi, in linea di massima, quando esiste un conto cointestato a due persone, senza indicazioni delle quote spettanti a ciascun cointestatario, vi è la presunzione legale che il deposito appartenga in misura del 50% ciascuno.

Per quanto riguarda l'obbligazione in solido dei due cointestati nei confronti nei confronti della banca, l'articolo 1929 del C.c. recita:l'obbligazione è in solido quando più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all'adempimento per la totalità e l ‘adempimento per la totalità e l'adempimento da parte di uno libera gli altri; oppure quando tra più creditori ciascuno ha diritto di chiedere l'adempimento dell'intera obbligazione e l'adempimento conseguito da uno di essi libera il debitore verso tutti i creditori .

Inoltre, l'articolo 1854 del C.c., che ha per titolo “Conto corrente intestato a più persone”, dispone che: Nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche se separatamente,gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto .

Dal canto suo, la Cassazione si è più volta espressa in merito ai rapporti tra debitori o creditori solidali, e in particolare per quanto riguarda i conti correnti bancari cointestati.

Con la sentenza numero 8758 del 18 agosto 1993, la Suprema Corte, ha sancito che: Nel conto corrente bancario cointestato a più persone, i rapporti interni tra i correntisti sono regolati non dall'articolo 1854 del codice civile, che riguarda i rapporti tra i medesimi e la banca, ma dall'articolo 1298 del codice civile, 2°comma, in base al quale le parti di ciascuno dei debitori e creditori solidali si presumono uguali se non risulta diversamente, con la conseguenza che nel giudizio instaurato nei confronti di uno soltanto dei contitolari del conto, da parte di chi vanti una pretesa sulle somme depositate, non è necessaria la integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri, poiché la sentenza resa in detto giudizio non è opponibile a questi ultimi .

Il predetto concetto è stato successivamente confermato dagli Ermellini, con riguardo a titoli in deposito cointestati a coniugi in regime di separazione di beni, con la sentenza numero 4327 del 29 aprile 1999.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Gab 5 gennaio 2016 at 16:42

    Sono cointestataria di c/c e di finanziamento con il mio fidanzato e vorrei sapere come possiamo tutelarci a fonte di un decesso di uno di noi.

    • Annapaola Ferri 5 gennaio 2016 at 18:57

      Per quel che riguarda il conto corrente cointestato a firma disgiunta, il cointestatario superstite può prelevare l'intera disponibilità giacente, anche se rischia l'accusa di appropriazione indebita da parte degli eredi del cointestatario deceduto.

      In questo caso, tuttavia, gli eredi che ottenessero il 50% delle disponibilità in conto corrente sarebbero poi obbligati anche a corrispondere il 50% di ciascuna rata del finanziamento ancora in corso. Di solito, comunque, il prestito è associato ad una polizza assicurativa che copre il rischio morte di uno o di entrambi i contraenti.

      Mi sembra che entrambi siate abbastanza tutelati a fronte di un evento luttuoso.