Debiti fuori controllo, attenzione alle rate

“Fatti la Mercedes con 90 piccole rate”, è solo uno dei tanti illusori inviti tipici dell'era predatoria che si sta affermando: una giungla di lusinghe commerciali, tecniche aggressive e finanza creativa, fatte apposta per intrappolare il consumatore meno difeso. Sembra incredibile ma c'è gente, tanta gente, che grazie a queste “facilitazioni” crede che non siamo in tempi di vacche scheletriche e si gioca il proprio incerto futuro economico alla roulette dei sogni a quattro ruote senza anticipo o delle vacanze “parti oggi, pagherai a fine stagione”.

Anche se i giornali, al pari di radio e tv, fingono di non accorgersene (e non solo per garantirsi la loro fetta di spot pro-rate), il fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti. A lanciare l'allarme (ancora una volta sottaciuto dai media) è stata l'Adusbef (Associazione difesa consumatori e utenti di servizi bancari e finanziari), citando i dati che Bankitalia ha diffuso sul credito al consumo: a dicembre è salito del 18,6% rispetto all'anno prima. Negli ultimi quattro anni -spiega una nota dell'Usbef- l'indebitamento delle famiglie italiane è cresciuto del 62,4%: e considerando solo le banche (mancano dati sul mercato dell'usura), ha raggiunto a fine 2004 ben 275 miliardi di euro, contro i 169 del 2001. Si tratta di un monte debiti accumulato dalle famiglie sia per un maggior ricorso al credito, propiziato da martellanti campagne pubblicitarie, sia per l'incapacità di “onorare” gli impegni in scadenza. Con le rovinose conseguenze previste.

Sotto accusa non sono solo le rate, ma anche gli acquisti con pagamenti posticipati (compri oggi, inizi a pagare tra due anni) e le carte revolving. Nella generale distrazione esistente in materia, l'associazione in difesa dei consumatori non può far altro che invitare i cittadini a “non rispondere al canto interessato delle sirene di ricorrere al facile indebitamento” e ricorda che i debiti vanno restituiti con interessi salati: ad esempio, 5.000 euro di finanziamento con la cessione del quinto di stipendio, al tasso del 20%, diventano 6.000 euro il primo anno, 7.000 il secondo. Torniamo alle sane vetture di seconda mano.

(Camillo Arcuri)

10 novembre 2007 · Antonio Scognamiglio

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