Le regole per professionista e consumatore sui contratti stipulati in sede

Le norme che disciplinano i contratti effettuati nei negozi e nei centri commerciali, nonché i contratti firmati nelle varie sedi del venditore.

Partiamo dalle informazioni precontrattuali.

Prima che il consumatore sia vincolato da un acquisto, infatti, deve ricevere determinate informazioni che il venditore deve fornire a meno che esse non siano già apparenti dal contesto.

Si tratta di:

  • caratteristiche dei beni e dei servizi;
  • identità del professionista, indirizzo e numero di telefono. Stessa cosa se c'è di mezzo un intermediario.
  • il prezzo totale comprensivo di imposte; se il tipo di bene o servizio comporta l'impossibilità di stabilire in anticipo il prezzo, devono esser fornite almeno le modalità di calcolo del prezzo. Se vi sono, vanno quantificate anche le spese aggiuntive di spedizione, consegna o postali. Se anche queste non possono essere preventivate, almeno deve essere data notizia al consumatore che gli verranno addebitate.
  • le modalità di pagamento, consegna ed esecuzione (data entro cui il professionista si impegna a consegnare i beni o a prestare il servizio).
  • un richiamo all'esistenza della garanzia legale e di conformità (due anni dall'acquisto, vedi codice del consumo, art.130 e segg.) e alle altre eventuali garanzie esistenti (produttore, venditore, etc.).
  • la durata del contratto, se applicabile, e se c'è un rinnovo automatico, le regole di risoluzione.
  • modalità di trattamento dei reclami.

Le informazioni, sopra esplicate, non sono obbligatorie se il contratto implica transazioni quotidiane ed è eseguito immediatamente, al momento della sua conclusione.

Per quanto riguarda la consegna dei beni, il venditore effettuarla senza ritardo e al più tardi entro 30 giorni dalla data di conclusione del contratto, salvi patti diversi.

Se non rispetta i termini il consumatore può intimare la consegna dettando un ulteriore termine supplementare, quello più appropriato alle circostanze (di norma 15 giorni).

Se anche entro questo termine supplementare il venditore non consegna il bene, allora il consumatore è legittimato a ritenere risolto il contratto, con restituzione del pagato e, nel caso, con rimborso del danno.

Meglio se tutto ciò viene riportato su una raccomandata a/r (o un messaggio di posta elettronica certificata), contenente il nuovo termine e la minaccia di ritenere il contratto risolto.

A tal fine il consumatore può anche non concedere il termine supplementare se il venditore si è espressamente rifiutato di consegnare i beni; se il termine pattuito per la consegna è da considerarsi essenziale; se il consumatore ha informato il venditore, prima di concludere il contratto, che la consegna entro una determinata data è essenziale.

In tutti questi casi perché il consumatore possa considerare risolto il contratto è sufficiente che non venga rispettata la data di consegna pattuita oppure, in mancanza, quella di legge di 30 giorni.

i venditori, oltre a dare informativa precontrattuale riguardo al recesso (tempi, modi, effetti) devono consegnare o rendere disponibile una modulistica pronta già precompilata, che il consumatore può utilizzare inserendoci i propri dati (non c'è obbligo di utilizzo).

Se i venditori non adempiono all'obbligo di dare informativa completa sul diritto di recesso il termine per esercitarlo diventa di un anno a partire dallo scadere dei 14 giorni, oppure, se la comunicazione avviene nel frattempo, scatta da quel momento (per 14 giorni).

in caso di recesso il rimborso delle somme eventualmente pagate deve avvenire entro 14 giorni da quanto il professionista viene a conoscenza dello stesso.

Sempre i caso di recesso l'eventuale bene acquistato deve essere restituito entro lo stesso termine e deve essere in normale stato di conservazione.

Anche prima la norma si esprimeva in tal senso ma aggiungeva anche che il bene doveva essere integro e ciò ha creato in molti casi confusione.

Adesso viene chiaramente detto che il bene può esser manipolato per verificarne la natura, le caratteristiche e il funzionamento, senza che ne risulti un danno o una diminuzione di valore.

Per quanto concerne i beni persi o danneggiati durante il trasporto, se il contratto prevede che la spedizione dei beni è a carico e cura del venditore, sul consumatore NON deve gravare alcun rischio di perdita o danneggiamento dei beni, almeno fino al momento in cui non ne entra in possesso. Ciò anche se la causa della perdita o danneggiamento non è imputabile al venditore, questi, in ogni caso, deve farsene carico.

Diversamente, il rischio grava sul consumatore se il vettore è stato scelto da quest'ultimo, di sua iniziativa e non per proposta del venditore.

Inoltre, il venditore non può imporre al consumatore il pagamento di spese per l'uso di determinati mezzi di pagamento (carta di credito, bancomat, etc.)

Se il venditore utilizza una linea telefonica per i contatti da parte del consumatore, a quest'ultimo non devono essere addebitati costi aggiuntivi rispetto a quelli della normale chiamata rispetto al contratto telefonico che questi ha col suo gestore.

Per eventuali pagamenti supplementari di qualsiasi tipo il venditore deve ottenere il consenso del consumatore prima che questi sia vincolato da offerte o contratti. Il consenso dev'essere espresso, quindi non valgono accettazioni dedotte da rifiuti di opzioni prestabilite.

L'istituto di emissione della carta, inoltre, riaccredita al consumatore eventuali addebiti eccedenti il prezzo pattuito, utilizzi indebiti anche per uso fraudolento della carte da parte di terzi, con addebito ovviamente al venditore.

Infine, il consumatore non è tenuto a pagare forniture non richieste di qualsiasi genere: un quest'ottica, la mancata risposta da parte del consumatore a seguito della fornitura del bene o del servizio non costituisce consenso alla stessa.

La fornitura diversa da quella pattuita, anche se di stesso o superiore valore e/o qualità, non costituisce adempimento del contratto, salvo che il consumatore abbia dato consenso prima della conclusione del contratto.

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