Come funziona il mutuo consolidamento debiti

Chiedere un finanziamento per pagare dei debiti è una soluzione che a volte può spaventare. Ma grazie a questo nuova strumento le condizioni a disposizione dei consumatori possono essere molto vantaggiose. Ma vediamo più precisamente cosa si intende per mutuo consolidamento debiti.

Con questo tipo di mutuo è possibile racchiudere in un unico maxi finanziamento tutti i debiti che abbiamo contratto con banche e finanziarie.

Così facendo, è più semplice gestire i rimborsi racchiudendoli tutti in un unico piano di ammortamento, e quindi in un'unica rata mensile inferiore alla somma delle singole rate dei finanziamenti già contratti da versare ad un'unica banca.

La durata del mutuo di consolidamento può arrivare anche fino ai 30 anni, rendendo così la rata più breve e di importo più basso, dando così un attimo di respiro a chi si trova in estrema difficoltà.

In più, oltre alla gestione finanziaria più semplice, il mutuo consolidamento debiti permette al debitore di ottenere liquidità aggiuntiva fino a 50.000 euro da impiegare per qualsiasi finalità, godendo dei tassi di interesse sui mutui che per i grandi importi risultano spesso più vantaggiosi dei normali prestiti personali.

Come per le altre tipologie di mutuo, però, anche quello di consolidamento debiti non può superare l'80% del valore dell'immobile.

Inoltre non è possibile servirsene per estinguere forme di leasing e cessione del quinto, poiché il rimborso di questo particolare prestito non è diretto ma mediato dal prelievo sulla busta paga.

11 giugno 2014 · Stefano Iambrenghi

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Commenti e domande dei lettori

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  • Margie60 19 novembre 2015 at 18:58

    Solo due chiarimenti: il 20% dello stipendio oltre alla cessione esistente? E riguardo ai prestiti : il più consistente me lo ha dato la stessa banca con cui ho il mutuo che però è stato cartolarizzato anni fa.

    • Simone di Saintjust 20 novembre 2015 at 04:41

      La quota di pignoramento del 20% va calcolata sullo stipendio al netto di tasse e contributi e al lordo della cessione del quinto.

      Essendo stato cartolarizzato, del prestito non è più titolare la banca che originariamente lo ha erogato.

      In ogni caso, nell'ipotesi in cui un creditore in vena di pazzie, decidesse di procedere al pignoramento ed all'espropriazione dell'immobile di proprietà del debitore nonostante l'ipoteca volontaria iscritta a favore della banca e l'usufrutto esistente a favore della madre del debitore, si potrà sempre rimediare con la conversione del pignoramento (il pagamento del debito azionato un attimo prima che inizi la procedura per la vendita all'asta)

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