Consolidamento debiti – a volte meglio non prolungare l'agonia, non impegnarsi in un inutile accanimento terapeutico

Vi scrivo perchè ho in essere tre finanziamenti con altrettante diverse società. In più tempo fa ho usufruito della cessione del quinto e di un prestito delega.  Questo oltre al mutuo a tasso variabile per cui sto rinegoziando.  Dovrò chiedere a breve la rateazione di due cartelle esattoriali per crediti vantati dall'erario. E non so come procedere per un  apparecchio ortodontico necessario alla mia bambina.

Alla terza settimana ormai non ci arrivo più e quindi avrei deciso di chiedere un consolidamento debiti. Cosa mi consigliate?

Grazie per la risposta, Emanuele Casalino

Fino a non molto tempo fa, fare le rate significava inseguire quelle comodità e quei lussi che, forse mossi da pubblicità troppo suadenti e da una eccessiva disponibilità delle società finanziarie, si riteneva di poter avere a portata di mano.

Oggi, in tempi di crisi dilagante e recessione ormai accertata, fare le rate significa cercare disperatamente respiro, tentare di tornare con la testa fuori dall'acqua. Si rateizzano le multe, le tasse, i contribuiti non pagati, si cerca in ogni modo di diluire il debito con l'Erario o con l'esattoria comunale.

Anche per chi è finito nella spirale del caromutui, la soluzione passa attraverso le rate: tutte le banche ormai offrono la possibilità di riunire in un'unica scadenza mensile il mutuo, il prestito per l'auto, quello per l'apparecchio del bambino.

Anzi, per aiutare il risparmiatore ormai al collasso finanziario, oltre a ridistribuire il debito offrono una piccola disponibilità finanziaria immediata, che verrà poi conteggiata nel totale.

Si crede così di aver trovato una soluzione, invece si finisce per invischiarsi sempre di più in un meccanismo perverso. Stipendi e pensioni già magri finiscono nel calderone dei debiti da pagare, il risparmio non esiste più, pianificare il futuro è impossibile. È un fenomeno sociale da non sottovalutare: perché anche sulla disperazione della gente c'è chi sa costruirvi un business. Lo è diventato il recupero crediti, per esempio.

Quindi, caro Emanuele, ti dico basta! Lascia stare il consolidamento dei debiti e se proprio sei costretto, meglio dichiarare e notificare a tutti la tua insolvenza. Contrarre altri debiti significherebbe solo prolungare l'agonia, impegnarsi in un inutile accanimento terapeutico. Peraltro un consolidamento seguito da insolvenza renderebbe più pressanti ed incisive le azioni di recupero da parte dell'unico creditore di ultima istanza. E tu, mi sembra di capire, hai anche la casa da perdere...

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5 novembre 2008 · Chiara Nicolai

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