L'amministratore deve avviare azioni esecutive nei confronti del condomino moroso

In presenza di morosi nel condominio, l'amministratore ha l'obbligo di riscuotere i contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall'assemblea, entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio.

L'amministratore del condominio può ottenere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo per il recupero dei crediti.

La legge di riforma del condominio ha stabilito, infatti, i termini entro i quali l'amministratore del condominio deve adire l'autorità legale per il recupero del credito.

Entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, l'amministratore deve chiedere un decreto ingiuntivo, immediatamente esecutivo, per il recupero dei crediti. Al contrario, rischia la revoca giudiziaria del suo incarico.

Per quanto riguarda i creditori condominiali, invece, un fornitore di servizi, ad esempio, che deve recuperare il proprio credito nei confronti del condominio, ha l'obbligo di agire innanzitutto nei confronti dei condomini morosi.

Il creditore può chiedere il pignoramento del conto corrente condominiale, ma solo per la parte che concerne le somme versate da condomini morosi, da dimostrarsi tramite la prova documentale fornita dal registro di contabilità condominiale.

L'amministratore di condominio è obbligato a comunicare ai creditori che lo richiedono i dati personali dei condomini morosi.

L'amministratore condominiale, inoltre, può contestare il pignoramento del conto corrente condominiale avanzato da un creditore se sul conto non ci sono versamenti del condomino moroso e, in ogni caso, per la parte delle somme che appartengono ai condomini virtuosi, in regola con le rate pagate.

15 maggio 2014 · Giuseppe Pennuto

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  • cgm 25 marzo 2015 at 08:11

    Sono Proprietario di due immobili adibiti a laboratori artigianali i quali fanno parte di un condominio.
    Da circa tre anni un condomino non paga piu nessun tipo di spese, ora ci troviamo in una situazione grave sul bilancio preventivo per via di questa morosità(e vi sono segnali dello stesso comportamento da un altro condomino) , l'amministratore ha aperto nei confronti del condomino un decreto ingiuntivo, ma ci troviamo in coda ad una banca la quale ha il diritto di precedenza rispetto alle spese condominiali.
    Io avendo molti millesimi mi trovo ad anticipare la somma maggiore rispetto tutti gli altri condomini, e in previsione l'amministratore non intende effettuare nessun tipo di operazione che argini la soluzione del problema e ha già anticipato che la situazione si aggraverà solamente di anno in anno senza soluzione.
    Tutt’ora il condomino moroso ha tutti i servizi(acqua luce gas)in quanto l'amministrazione sostiene che i beni primari non possono essere tolti.
    Le mie domande sono:

    1 Esiste qualche sistema per contenere i futuri aggravi dello stesso
    2 Non è possibili dividere i contatori ed intestarli a ciascun condomino in modo che a società idrica o altra possa come solito in uso diminuire in parte i servizi .
    3 Non è possibile dividere il condominio in modo che ciascun condomino possa concorrere alle proprie spese?(assicurazione , manutenzione, luce acqua e gas) ottenendo una limitazione agli aggravi?
    4 Come possiamo muoverci per risolvere la cosa o arginarla visto che il decreto ingiuntivo non andrà a buon fine?

    • Annapaola Ferri 25 marzo 2015 at 09:22

      Comprendo la situazione, in parte riconducibile alle normative vigenti (sebbene la riforma del condominio abbia rafforzato l'azione esecutiva esperibile nei confronti dei condomini morosi) ed in parte all'inattività dell'amministratore, specie se esterno.

      L'amministratore, munito di decreto ingiuntivo, dovrebbe mettere in atto azioni esecutive efficaci nei confronti del condomino moroso: se il pignoramento presso il datore di lavoro (o l'INPS per i condomini che percepiscono pensione) oppure quello del conto corrente non ha dato risultati, ebbene, non saprei cosa suggerirle.