La mediazione civile nel condominio

Il Decreto Legge 21 giugno 2013 numero 69, meglio conosciuto come "Decreto del Fare", ha reintrodotto l'obbligo della mediazione civile e commerciale per il condominio.

La mediazione civile obbligatoria per il condominio comporta che in caso di cause condominiali, prima di rivolgersi ad un giudice bisogna in prima istanza rivolgersi ad un mediatore civile.

Lo scopo è quello di cercare di risolvere in "modo amichevole" e in tempi ragionevoli le controversie condominiali.

Le liti di condominio sono infatti una fonte inesauribile di cause, che vanno a sovraccaricare il sistema della giustizia italiana.

Basti pensare che ogni anno sono circa 15 mila i contenziosi in materia di condominio, e alcune migliaia le cause per il recupero crediti da parte degli amministratori di condominio. Secondo alcune stime sono infatti più di 5 milioni le liti condominiali non ancora risolte dalla giustizia italiana.

In caso di conflitti tra condomini o contenziosi condominiali, il condominio dovrà rivolgersi ad un mediatore civile tra quelli accreditati dal Ministero della Giustizia. Il mediatore dovrà poi incontrare le parti in causa nel giro di 15 giorni per cercare di risolvere la questione in modo amichevole.

Il mediatore ha infatti solo 4 mesi di tempo per cercare la conciliazione tra le parti. Nel caso in cui venga trovato un accordo tra le parti, si procede con l'omologazione da parte del tribunale competente.

Nel caso in cui non si giunga ad un accordo, invece, il mediatore civile può proporre una soluzione alle parti, che restano libere di accettarla o meno, e che possono quindi rivolgersi ad un giudice.

Come accennato, la mediazione civile per le cause di condominio è obbligatoria.

La legge prevede infatti che se un condominio interpella un avvocato per risolvere una lite, questi è obbligato ad avvertire, in forma scritta, che il condominio deve prima rivolgersi ad un mediatore civile.

Nel caso non lo facesse, il giudice potrebbe anche annullare il mandato all'avvocato.

In alcuni casi specifici, come i decreti ingiuntivi contro i condomini morosi e le liti che riguardano l'occupazione indebita di parti condominiali comuni, non c'è obbligo di mediazione.

Per accedere al beneficio della mediazione, c'è una spesa fissa di 40 euro per l'avvio delle pratiche.

Esistono poi delle tariffe minime e massime per le mediazioni obbligatorie, in base al valore della lite.

Le parti in causa possono detrarre le spese di mediazione civile dalla dichiarazione dei redditi (a titolo di credito d'imposta) fino a 250 euro nel caso di insuccesso della mediazione e fino a 500 euro nel caso di buon esito della mediazione.

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