Come la giurisprudenza interpreta la comunicazione ai creditori in materia di morosità in ambito condominiale

Come la giurisprudenza interpreta la comunicazione ai creditori in materia di morosità in ambito condominiale.

L'obbligo di fornire ai creditori la black list dei cattivi pagatori è stato però oggetto di alcune interpretazioni che, a quanto sembra, ne hanno ridotto fortemente la portata deterrente.

Ci riferiamo, in particolar modo, alla sentenza del Tribunale di Tivoli, secondo cui l'elenco che l'amministratore deve fornire ai creditori non deve riguardare tutti i condomini genericamente non in regola con le spese mensili, ma solo quelli che non hanno pagato la specifica quota inerente al contratto per il quale il creditore intende procedere al pignoramento.

Restano, quindi, esclusi dalla lista nera tutti coloro che, seppur non in regola con le altre spese, hanno però pagato la loro parte relativamente al singolo fornitore.

Un esempio chiarirà meglio la questione.

Mettiamo che, all'interno di un condominio, i condomini A e B non abbiano pagato la quota di spesa, a loro attribuita in base ai millesimi, relativa al consumo di acqua.

Invece i condomini C e D non hanno pagato la quota di spesa, a loro attribuita in base ai millesimi, relativa al pagamento della ditta che ha effettuato la ristrutturazione della facciata.

Se quest’ultima, la cui fattura non è stata pagata, intende agire in esecuzione forzata, l'amministratore, nel consegnare ad essa l'elenco dei condomini non in regola con i pagamenti, dovrà fornire solo i dati di C e D, ma non e non già di A e B.

Dunque, ne consegue che la ditta dovrà prima tentare il pignoramento contro C e D e poi, solo in via sussidiaria, contro A, B e gli altri condomini.

Dunque, l'amministratore condominiale non può fornire ai creditori un elenco indistinto di condomini in cui non sia in alcun modo evidenziato lo specifico debito relativo al contratto con il terzo.

Il condominio, dunque, deve comunicare al creditore i nominativi, i dati e le rispettive quote dovute dai condomini morosi, con indicazione completa delle generalità e delle carature millesimali di ciascun obbligato ma solo con specifico riferimento ai crediti vantati dal creditore che intende agire e non anche a quelli degli altri creditori.

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