Il fallimento personale del debitore consumatore - Fissazione dell'udienza di trattazione del procedimento

L'instaurazione della procedura prosegue con la fissazione dell'udienza, assunta dal giudice delegato con apposito decreto da comunicare ai creditori secondo un sistema apparentemente anomalo rispetto a quello delineato dalla più recente normativa in tema di processo civile telematico.

Il comma 1 dell'articolo 5, prevede, infatti, che l'invio ai creditori della proposta di concordato con i creditori e del decreto del giudice possa essere realizzato “...anche per telegramma o per lettera raccomandata con avviso di ricevimento o per telefax o per posta elettronica certificata”.

La disposizione si rivela eccessiva anche se confrontata con la recente modifica all'articolo 136 codice di procedura civile operata dalla legge 183/2011, che ha previsto, proprio per le comunicazioni, la sola possibilità del telefax in alternativa alla p.e.c., e solo qualora non sia possibile utilizzare quest’ultima. A tale univoco riferimento legislativo fa riscontro la scarsissima affidabilità della comunicazione effettuata a mezzo telefax, notoriamente inidonea ad offrire certezza in termini di data, ora della spedizione e della ricezione, effettiva ricezione dell'atto e/o sua sottoscrizione.

All'udienza indicata dal Giudice, questi, valutata l'assenza di iniziative o atti in frode ai creditori (articolo 5, comma 3), dispone che “...per non oltre centoventi giorni, non possono, sotto pena di nullità , essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali nè disposti sequestri conservativi nè acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di concordato con i creditori, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore.”

Questa disposizione realizza, di fatto, un effetto analogo a quello previsto per l'esazione dei crediti nei confronti degli enti pubblici, beneficiati dalla moratoria di 120 giorni tra la data di notifica del titolo esecutivo e la successiva instaurazione della procedura esecutiva. Al pari di quella previsione infatti, questa determina, di fatto, una rilevante limitazione al recupero del credito e rende incerta la quantificazione della durata del procedimento.

Non vi è, infatti, alcuna definizione circa i tempi decorrenti tra la data di deposito del ricorso e l'adozione del provvedimento di fissazione dell'udienza, e, allo stesso modo, non si conoscono neanche i tempi entro cui dovrebbe concludersi la fase del procedimento e l'omologazione del concordato con i creditori, salvo farli coincidere con il limite dei sopra richiamati 120 giorni il cui inutile decorso determinerebbe la riattivazione delle procedure esecutive, rimaste in fase di stallo in virtù della preliminare sospensione disposta in occasione della prima udienza. E', al proposito, da precisare come, a norma dell'articolo 5, comma 3 il termine richiamato non sia ulteriormente prorogabile, con l'effetto che risulterebbe inutile la prosecuzione del procedimento, in pendenza della riattivazione delle azioni esecutive individiali nei confronti del debitore.

Pur volendo prescindere dalla durata del procedimento, vi è un altro profilo, non meno rilevante, che si delinea nella fase intercorrente tra la proposizione del ricorso e la data fissata per l'udienza di discussione. Dato che la sospensione coincide - come detto - con la prima udienza, è lecito ritenere che, prima di quella udienza, i creditori siano pienamente abilitati alla proposizione di azioni individuali ed all'acquisizione di eventuali diritti di prelazione.

Il procedimento si svolge nelle forme dell'udienza camerale, ove compatibili, in composizione monocratica, ed il provvedimento è reclamabile ai sensi e con le modalità di cui all'articolo 737 codice di procedura civile

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:48

    All'udienza indicata dal Giudice, questi, valutata l'assenza di iniziative o atti in frode ai creditori (articolo 5, comma 3), dispone che “…per non oltre centoventi giorni, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali nè disposti sequestri conservativi nè acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di concordato con i creditori, da parte dei creditori aventi titolo o causa anteriore.”