Dopo sette mesi dalla consegna del veicolo la concessionaria richiedeva un sovrapprezzo

I fatti risalgono al febbraio 2003, quando una società acquistava un autoveicolo al prezzo di 24 mila e 830 euro, di cui seimila costituti dal valore di un'auto usata data in permuta.

Dopo sette mesi dalla consegna del bene e dal pagamento di euro 18.330, la concessionaria chiedeva ulteriori euro 6.000,00, assumendo che sul contratto vi era un errore materiale, consistito nell'avere applicato, per due volte, la decurtazione di detti 6.000,00 euro da parte del venditore.

La concessionaria precisava, inoltre, che l'importo corretto era quello risultante dal preventivo consegnato, alcuni giorni prima della vendita, al marito della legale rappresentante della società acquirente, ove erano stati indicati anche i recapiti della società che avrebbe comprato l'auto.

L'acquirente rifiutava però di pagare l'ulteriore sovrapprezzo.

Pertanto, la società di vendita automobili, portava il caso in foro.

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