Comunione legale » Che succede se il creditore espropria un bene ai coniugi?

In sede di comunione legale, nel caso di esecuzione forzata, come ad esempio un pignoramento, e vendita di uno dei beni divisi tra coniugi, il consorte non debitore ha diritto ad ottenere la metà della somma ricavata dalla vendita.

I beni della comunione legale dei coniugi, infatti, possono essere espropriati dai creditori anche se il debito è stato contratto ad uno solo dei due per scopi personali e non familiari. Ma, dopo il pignoramento e la vendita all'asta del bene, il coniuge non debitore ha diritto a percepire la metà della somma lorda ricavata dalla suddetta asta.

Ciò è quanto si evince dalla pronuncia 6575/13 della Corte di Cassazione

Esecuzione forzata: in comunione legale il coniuge non debitore ha diritto alla metà della somma del bene venduto

Come accennato, il principio della sentenza è quello che, in regime di comunione legale dei beni, caso di pignoramento e vendita di uno dei beni in comunione tra marito e moglie, il coniuge non debitore ha diritto ad ottenere la metà della somma ricavata dalla vendita.

Per comprendere bene gli aspetti della questione, partiamo da un esempio.

Mario e Sara ed sono sposati in regime di comunione legale dei beni. Mario acquista un televisore da 60 pollici tramite un contratto di finanziamento. La tv di ultima generazione, nonostante sia stata acquistata da Mario, fa comunque parte della comunione legale dei beni. Perciò, appartiene sia a Mario che Sara in divisione del 50%

Se, però, Mario non paga le rate della finanziaria, il creditore potrà espropriare l'elettrodomestico e metterlo in vendita. In questo caso, metà del ricavato della vendita dovrà essere dato alla moglie Sara.

Alcuni chiarimenti

In ogni caso, al coniuge non debitore verrà notificata una copia dell'atto di pignoramento, in modo tale che venga avvisato della procedura di esproprio in corso.

Egli inoltre potrà opporsi all'esecuzione forzata se il bene pignorato non rientra nella comunione, ma è suo personale.

Concludendo, è possibile dire che l'espropriazione di un bene in comunione legale, per debiti personali di uno solo dei coniugi, riguarda il bene nella sua interezza e non la sola metà.

Ciò comporta che, al momento della vendita del bene, si scioglie la comunione solo su di esso e il coniuge non debitore avrà diritto a ricevere metà della somma lorda ricavata dalla vendita del bene stesso.

13 febbraio 2014 · Andrea Ricciardi

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