Composizione delle crisi da sovraindebitamento per crediti di natura tributaria - Omologazione del piano del consumatore

Il Giudice dispone l'omologazione del piano di ristrutturazione dei debiti quando esclude che il consumatore abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere; ovvero che abbia colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di un ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

L'omologazione del piano del consumatore è altresì subordinata ad una valutazione esclusiva del giudice sulla sua fattibilità e sulla sua idoneità ad assicurare il pagamento integrale dei crediti alimentari, dei crediti per stipendio, salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, nonché dei crediti relativi alle risorse proprie dell'UE, all'IVA e alle ritenute operate e non versate.

Come già accennato, per il piano del consumatore non è richiesto il consenso dei creditori e, dunque, il Giudice fonda le sue valutazioni esclusivamente sulla idoneità, sulla fattibilità del piano e sulla condotta tenuta dal soggetto interessato.

In presenza di contestazioni sulla convenienza del piano, il Giudice procede all'omologazione se ritiene che il credito possa essere soddisfatto dall'esecuzione del piano in misura non inferiore all'alternativa di liquidazione coattiva del patrimonio del consumatore.

Anche l'omologazione del piano del consumatore deve intervenire nel termine di sei mesi dalla presentazione della proposta.

Dalla data di omologazione del piano, i creditori, con causa o titolo anteriore, non possono iniziare o proseguire azioni esecutive individuali. Ad iniziativa degli stessi creditori, non possono essere avviate o proseguite azioni cautelari, né acquisiti diritti di prelazione sul patrimonio del consumatore che ha presentato la proposta di piano.

Tali effetti vengono meno a fronte del mancato pagamento dei titolari di crediti alimentari, di crediti per stipendio, salario o per altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, nonché dei crediti relativi alle risorse proprie dell'UE, all'IVA e alle ritenute operate e non versate. L'accertamento del mancato pagamento dei predetti crediti è chiesto al Tribunale con ricorso da decidere in camera di consiglio.

Più in dettaglio, ciascun creditore può chiedere la cessazione degli effetti dell'omologazione del piano del consumatore quando:

  1. sia stato dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell'attivo;
  2. siano state dolosamente simulate attività inesistenti;
  3. il debitore non adempia agli obblighi assunti;
  4. le garanzie promesse non vengano costituite o l'esecuzione del piano divenga impossibile per ragioni non imputabili allo stesso debitore.

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