Composizione delle crisi da sovraindebitamento per crediti di natura tributaria - Omologazione dell'accordo con i creditori

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, la procedura di composizione della crisi per sovraindebitamento per crediti di natura fiscale si limita a disporre che per i tributi costituenti risorse proprie dell'Unione europea, per l'IVA e per le ritenute operate e non versate la proposta di accordo può prevedere soltanto la dilazione del pagamento; e che la proposta di accordo o di piano, non oltre tre giorni dal deposito presso la cancelleria del Tribunale, va presentata, a cura dell'organismo di composizione della crisi, all'Agente della riscossione e agli Uffici preposti all'esazione dei tributi (Agenzia delle entrate o enti locali).

Per quel che attiene gli altri debiti di natura tributaria, il Concessionario della riscossione è tenuto a trasmettere al debitore una certificazione attestante l'entità del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso ovvero derivante dagli avvisi di accertamento esecutivi, comprensivo di tributo, interessi e sanzioni, nonché degli interessi previsti; ed esprimerà l'eventuale assenso all'accordo per le somme iscritte in ruoli già consegnati ovvero riferite ad avvisi di accertamento esecutivi per i quali la riscossione sia già stata affidata alla data di presentazione della proposta da parte del contribuente.

In relazione ai tributi non iscritti a ruolo ovvero non ancora consegnati per la riscossione coattiva alla data di presentazione della proposta di accordo, l'assenso sarà espresso attraverso un atto del Responsabile dell'ufficio competente dell'ente creditore.

Il giudice, se la proposta soddisfa i requisiti previsti dalla legge, fissa immediatamente, con decreto, l'udienza. Fino al momento in cui il provvedimento di omologazione diventa definitivo, non possono, sotto pena di nullità, essere iniziate o proseguite azioni esecutive individuali, né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore. Per contro, dopo la fissazione dell'udienza, gli eventuali atti di disposizione non conformi al piano di risanamento sono inefficaci nei confronti dei creditori.

Il consenso all'accordo, o il dissenso allo stesso, devono essere espressi dai creditori mediante dichiarazione sottoscritta e giungere all'organismo di composizione della crisi (anche per telegramma o raccomandata a/r o per telefax o per posta elettronica certificata) almeno dieci giorni prima dell'udienza.

In caso di mancata dichiarazione da parte dei creditori si ritiene che essi abbiano prestato consenso alla proposta nei termini in cui è stata loro comunicata: al silenzio del creditore si attribuisce, dunque, valore di consenso.

Tutti i creditori, privilegiati o chirografari, hanno diritto di aderire all'accordo e, ai fini dell'omologazione, è necessario che l'accordo sia raggiunto con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti.

I creditori muniti di privilegio, pegno e ipoteca per i quali la proposta prevede, necessariamente, l'integrale pagamento, non sono computati ai fini del raggiungimento della maggioranza e non hanno diritto di esprimersi sulla proposta, salvo che non rinuncino al diritto di prelazione.

Il Giudice adito può procedere all'omologazione dell'accordo solo dopo avere:

  1. rigettato le eventuali contestazioni dei creditori;
  2. verificato il raggiungimento della maggioranza, consistente nell'adesione dei creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti;
  3. verificato l'idoneità dell'accordo ad assicurare il pagamento integrale dei crediti alimentari, per stipendio, salario o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento; nonché dei crediti tributari inerenti alle risorse proprie dell'UE, all'IVA e alle ritenute operate e non versate.

L'omologazione dell'accordo con i creditori deve intervenite nel termine di sei mesi dalla presentazione della proposta. L'accordo omologato viene meno in caso di mancato pagamento dei crediti alimentari, dei crediti per stipendio, salario o altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, nonché dei crediti relativi alle risorse proprie dell'UE, all'IVA e alle ritenute operate e non versate.

L'accertamento del mancato pagamento di tali crediti è chiesto dal creditore insoddisfatto al Tribunale con ricorso da decidere in camera di consiglio.

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