Compensazione della cartella esattoriale - la si può chiedere al giudice

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1. La sentenza della CTP di Trento sulla possibilità di chiedere al giudice la compensazione della cartella esattoriale
2. Per l'Agenzia delle Entrate la compensazione della cartella esattoriale non può essere concessa - il contribuente deve pagare e poi richiedere il rimborso
3. La compensazione della cartella esattoriale non può essere disciplinata da atti amministrativi
4. Il diniego della compensazione della cartella esattoriale configura una lesione del principio di capacità contributiva

La sentenza della CTP di Trento sulla possibilità di chiedere al giudice la compensazione della cartella esattoriale

Se il contribuente che riceve una cartella esattoriale ha dei crediti nei confronti dell'Erario può chiedere al giudice di provvedere alla compensazione del debito tributario.

Ciò è quanto emerge da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Trento (sentenza numero 81/01/12 del 19/06/2012), la quale chiarisce che è possibile per il contribuente compensare debiti/crediti tributari, come previsto dall'articolo 8, comma 1, della legge numero 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente), pur in assenza di regolamenti in materia.

Per l'Agenzia delle Entrate la compensazione della cartella esattoriale non può essere concessa - il contribuente deve pagare e poi richiedere il rimborso

In merito alla richiesta del contribuente, infatti, l’Agenzia delle Entrate sosteneva nel corso del giudizio come in assenza di regolamentazione sul tema non potesse essere riconosciuta la compensazione del debito tributario.

Il contribuente, pertanto, sarebbe stato costretto innanzitutto a pagare l’importo richiesto nella cartella e successivamente a richiedere il rimborso di quanto indebitamente pagato.



La compensazione della cartella esattoriale non può essere disciplinata da atti amministrativi

Secondo i giudici di Trento, invece, “Negare … al contribuente un diritto riconosciutogli dalla legge sol perché, a distanza di circa dodici anni, il Ministero dell'economia e delle finanze non ha ancora ritenuto di emanare i regolamenti di esecuzione, significherebbe sovvertire il principio della gerarchia delle fonti e privilegiare un regolamento al posto della legge. Non solo, ma, significherebbe anche, ledere i principi costituzionali della riserva di legge (articolo 23 Cost.) e della capacità contributiva (articolo 53 Cost.), posto che, ove si dovesse ritenere che l'operatività della compensazione sia condizionata dai regolamenti amministrativi, si verrebbe a ritenere che la disciplina della compensazione sarebbe rimessa non alla legge, ma a regolamenti, cioè ad atti amministrativi”.

Il diniego della compensazione della cartella esattoriale configura una lesione del principio di capacità contributiva

Inoltre, sempre nella medesima sentenza i giudici chiariscono che “se il contribuente è chiamato a versare somme pur dovute, ma in presenza di un suo credito nei confronti dell'Ente impositore, il contribuente medesimo viene a sopportare, anche se solo in via temporanea, un onere economico superiore a quello richiesto dalle leggi d'imposta. Se l'Erario continua ad incassare, pur essendo debitore nei confronti del privato, si viene a trovare nella disponibilità di somme che, in realtà, non gli sono dovute, con evidente lesione anche del principio di capacità contributiva. Tale anomala situazione verrebbe poi sanata all'atto del rimborso ma, sino a quando la restituzione non è compiuta, non sembra potersi negare la violazione del principio costituzionale soprarichiamato”.

Alla luce di quanto illustrato, si ritiene che tale sentenza costituisce un primo vero passo verso il riconoscimento di uno dei diritti fondamentali del contribuente.

Avv. Matteo Sances

28 agosto 2012 · Loredana Pavolini

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