Compensazione della cartella esattoriale con i crediti di imposta – procedura e modelli [Commento 4]

  • rodolfo imbriani 19 giugno 2009 at 07:56

    Crediti di imposta per pagare tasse e multe

    Si chiama “procedura di compensazione” e, nel panorama nazionale, è una novità. Che promette, almeno sulla carta, di rendere più flessibile e intelligente la riscossione dei tributi.

    Promossa da Equitalia Sestri Spa, l'ente a partecipazione pubblica che gestisce il recupero coattivo dei tributi in Liguria e in gran parte del Piemonte, la “procedura di compensazione” è su base volontaria e avviene in tre tappe successive. Prima tappa: Equitalia riceve dall'Agenzia delle entrate l'informazione dell'esistenza di un credito d'imposta nei confronti di un cittadino che è anche debitore di somme iscritte a ruolo. Seconda tappa: Equitalia invia al cittadino, sottoforma di modulo da compilare, una “proposta di compensazione”. Infine, se il cittadino accetta la proposta, gli importi a debito e a credito si compensano ed Equitalia invia al debitore la relativa quietanza.

    Sull'utilità, per il cittadino, di questo nuovo meccanismo, non tutti sono però d'accordo. Secondo Sara Armella, avvocato fiscalista, esperta in diritto tributario, «è un meccanismo che tutela soprattutto lo Stato, non il cittadino». Se un cittadino vanta crediti verso lo Stato ma contemporaneamente risulta debitore nei confronti del fisco, «lo Stato, con questo nuovo meccanismo, gli congela i crediti. Anche quando il debito del cittadino è soltanto presunto, non è stato cioè accertato». Capita, non di rado, di ricevere, per presunte tasse non pagate, cartelle esattoriali sbagliate, che vengono poi contestate e ritirate dall'Agenzia delle entrate. «Con questo meccanismo - spiega Armella - anche se la cartella esattoriale è sbagliata, lo Stato congela al presunto debitore ogni credito».

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