Comodo farsi eleggere e castigare le banche

Propongo di creare, in ogni città, un piazzale Loreto, dove a turno, appendere a testa in giù Banche, banchieri, bancari e chi si occupa di finanza. Magari da qualche museo andiamo a ripescare macchine di tortura e, perché no?, montiamo, presente il popolo plaudente, una bella ghigliottina, elettrica, più veloce. Come si fa ad affermare, da parte di chi ha responsabilità pubbliche, in una trasmissione Tv di successo, che le banche non perdono mai? E altri a ripetere le colpe, le gravi colpe delle banche che hanno concesso con larghezza, superficialità e malafede, mutui a tassi variabili, perché con quelli fissi "guadagnano meno". Ritorniamo sulla terra. E, ragioniamo con calma.

Perché non apriamo un dibattito aperto a chi trova astruso o difficile capire anche semplici ed elementari operazioni? Cominciamo con lo spiegare cosa è una Banca. C'è chi dice che questa sia nata nel tempio di Delfo dove sacerdoti, per la verità un po' corrotti, incentivavano lo scambio di beni. E forse i gestori di Dei pagani inventarono lo strumento, la banca appunto, per consentire gli scambi di merci, scambi che sono la base dell'economia e che creano quella ricchezza globale (e anche personale) necessaria per far vivere decorosamente la gente.

La Banca, diciamo in modo semplicistico, è quel luogo dove le persone depositano i propri soldi e dove ottengono prestiti per accumulare merce da rivendere. Quindi prima verità. La Banca è un intermediario che custodisce i soldi dei depositanti e li fa fruttare grazie agli interessi percepiti da chi riceve prestiti che, però vanno restituiti. Se i soldi non tornano indietro la Banca perde e se dovesse perdere troppo, il sistema del risparmio andrebbe a farsi benedire. Se non si risparmia, non si produce e non si consuma. Il linguaggio dissacrante e provocatorio, che ho utilizzato, in uno con le semplici e superficiali note, ha soltanto uno scopo, che non è certo quello di difendere la casta (ahimé troppe ce ne sono nel nostro Paese) che avrà anche colpe e privilegi. Lo scopo è solo di aprire un dibattito in modo semplice e a tutti comprensibile, dibattito che, senza eccessi populistici e gridati, possa far discutere per trovare soluzioni nell'interesse dei più deboli, che alla fine, in tutti i campi, sono i più tartassati.

Molti diranno che la mia è utopia, che l'Italia è in declino e non c'è più niente da fare. Sarò un inguaribile ottimista che crede ancora che sono in tanti, siamo di tanti, a credere ancora che il nostro popolo, definito più volte ingovernabile, non è così malvagio come si crede. A patto però che chi ha responsabilità la eserciti in modo chiaro e non astruso. Proseguiremo nello stile di un "feuilleton" ottocentesco a far emergere quelle tante, "gravi colpe", delle banche, colpe di cui si dice.

19 novembre 2007

di Riccardo Riccardi

da IL TEMPO.it

19 novembre 2007 · Patrizio Oliva

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  • c0cc0bill 19 novembre 2007 at 12:04

    "Propongo di creare, in ogni città, un piazzale Loreto, dove a turno, appendere a testa in giù Banche, banchieri, bancari e chi si occupa di finanza"
    Ottima idea Riccardo.
    Io comincerei da Geronzi, Arpè, Profumo.
    Peccato che Cuccia se ne sia andato da solo, mi sarebbe piaciuto tanto vederlo penzolare a testa in giù ....