Comodato d'uso di un immobile » il proprietario può risolvere il contratto se la destinazione del bene è dubbia

Il proprietario dell'immobile può risolvere il contratto di comodato d'uso se la destinazione del bene non è chiara.

Con il contratto di comodato, il proprietario concede gratuitamente a terzi il diritto di uso del bene proprio e, quindi, soprattutto quando si tratti di un immobile, la sussistenza di una effettiva volontà di assoggettare il bene a vincoli e a destinazioni d'uso particolarmente gravosi non può essere presunta, ma deve essere positivamente accertata. Nel dubbio, va adottata la soluzione più favorevole alla cessazione del vincolo.

E' quanto emerge dalla sentenza 24838/14 della Corte di Cassazione.

Da quanto si apprende dalla suddetta pronuncia, è legittima la richiesta di risoluzione, avanzata dal proprietario, di un comodato d'uso inerente un immobile, se la destinazione dello stesso non è chiara.

A parere degli Ermellini, infatti, nel contratto di comodato, il proprietario concede gratuitamente a terzi il diritto di uso del bene proprio e, soprattutto quando si tratti di un immobile, la sussistenza di una effettiva volontà di assoggettare il bene a vincoli e a destinazioni d'uso particolarmente gravosi non può essere presunta, ma deve essere positivamente accertata.

Nel dubbio, va adottata la soluzione più favorevole alla cessazione del vincolo, considerato anche il sospetto ed il disfavore con cui l'ordinamento considera i trasferimenti gratuiti di beni e di diritti sui beni.

In parole povere, il comodatario, per continuare a godere del bene, deve provare che la destinazione d'uso, dello stesso, sia quella pattuita nel contratto redatto con il comodante.

Al contrario, il proprietario del bene è legittimato a risolvere il contratto di comodato.

Per quanto riguarda il comodato d'uso di un immobile, ad esempio, si pensi ad una madre che lasci un appartamento al figlio per viverci con la propria moglie. In quel caso il comodato è concesso purché la casa sia adibita ad abitazione coniugale.

Qualora, però, sussista una separazione personale tra i coniugi, con immobile in affidamento alla moglie, non si soddisfano più i requisiti per il comodato.

Dunque, in tale, fattispecie, il contratto può essere risolto.

25 novembre 2014 · Andrea Ricciardi

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