Commissione di massimo scoperto

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Già nel mirino delle liberalizzazioni di Bersani, la commissione di massimo scoperto torna in primo piano dopo le dichiarazioni del Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che ne ha chiesto di nuovo l'abolizione. La questione della legittimità della commissione di massimo scoperto nasce dal rischio, già diventato realtà, del superamento dei limiti normativi sui tassi usurari stabiliti dalla legge del 1996.

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30 giugno 2008 · Simonetta Folliero

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  • Redazione Il Secolo XIX 20 luglio 2008 at 09:20

    La magistratura già indaga, a Savona, dopo la denuncia per usura da parte del titolare di un'impresa di pulizie che si è sentito “taglieggiato” dalle banche.

    Ora l'Antitrust ha avviato 4 procedimenti su Bnl, Intesa SanPaolo, Mps e Unicredit Banca di Roma, per verificare le modalità di applicazione ai clienti della commissione di massimo scoperto. I procedimenti intendono accertare se i consumatori siano stati informati in modo chiaro ed esaustivo su modalità di calcolo e natura del massimo scoperto. Le istruttorie sono state avviate in base alle competenze Antitrust in materia di pratiche commerciali scorrette.

    L'abolizione della commissione di massimo scoperto era stata invocata dal Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, nelle ultime considerazioni finali e poi anche all'assemblea dell'Abi lo scorso 9 luglio. A giugno era stato invece lo stesso presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà, a richiamate l'attenzione su una «prassi iniqua» e «da abolire» in quanto «penalizzante per le famiglie e le imprese». Proprio di fronte alla platea dei banchieri riuniti in assemblea ad inizio luglio Draghi, dopo aver nuovamente sollecitato le banche ad «agire prontamente» contro il massimo scoperto, aveva annunciato di aver raccolto la disponibilità dei due maggiori istituti bancari italiani a rivedere il massimo scoperto. Lo scorso mercoledì Roberto Nicastro, deputy ceo di UniCredit, ha annunciato il lancio dei primi prodotti per famiglie e aziende senza la commissione: prodotti poi disponibili per tutti i clienti a partire dal prossimo novembre. Intesa Sanpaolo, ha annunciato nei giorni scorsi il direttore generale Pietro Modiano, conta di eliminare da tutti i contratti con la clientela la commissione di massimo scoperto entro la fine del 2009.

    A margine dell'assemblea dell'Abi anche il presidente di Bnl, Luigi Abete, aveva ricordato come Bnl avesse già adottato da parecchio tempo un conto che consente di non pagare la commissione. «Esistono già - aveva detto - forme di sperimentazione che hanno superato questa commissione. All'assemblea dell'associazione delle banche, il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, aveva risposto in modo positivo alle sollecitazioni del Governatore Draghi, invitando il sistema bancario ad abbandonare la formula del massimo scoperto. «Rientra nei compiti dell'Associazione - aveva detto Faissola - collaborare in primis con la Banca d'Italia per realizzare gli opportuni interventi che rendano fluido il passaggio dall'attuale modello ad altre forme di corrispettivo per la disponibilità di fondi e di linee di credito. Spetta alle singole banche definire i rapporti con la loro clientela: siamo certi che, nel rispetto delle regole sulla concorrenza, faranno propri gli inviti ad una più completa trasparenza».

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