Come pagare i debiti e vivere felici ...

To pay or not to pay, that is the question - Forse è meglio pagare ...

come pagare i debiti e vivere felici Certo, la prima e la seconda edizione del libro erano titolate "Come non pagare i debiti e vivere felici". Ma il tempo passa, cambiano uomini e cose ed anche il politicamente corretto ha le sue esigenze. E così, la terza edizione di un best seller fra i manuali di sopravvivenza del debitore nel mare in tempesta del recupero crediti, l'ultima fatica di Gianpaolo Luzzi - che, evidentemente, non ci teneva ad essere accreditato come un "cattivo maestro" - la ritroviamo oggi, fra gli scaffali delle migliori librerie, con un "lieve" remake nel titolo "Come pagare i debiti e vivere felici". Per vincere la guerra dell'indebitamento ci vogliono strategia e visione di largo respiro: non guasta, tuttavia, anche un pizzico di "lifting" per eliminare gli inestetismi di un imbarazzante "non". Nell'articolo vi offriamo perle di saggezza zen, dispensate da un esperto di guerriglia ai debiti e di educazione all'indebitamento responsabile.

Debiti buoni e debiti cattivi - sfatiamo alcuni miti: il mutuo non è un debito buono

Ogni debito non strategico è un debito cattivo: sono tendenzialmente debiti cattivi tutti quei debiti non produttivi di cash flow, di ritorni economici. Mentre sono debiti buoni quei debiti finalizzati a procurarsi un ritorno positivo.

Indebitarsi per acquistare un immobile da mettere a reddito è sicuramente un debito buono se la rata dell'affitto è superiore a quella del mutuo e quindi produce un cash flow positivo, cioè entrate liquide costanti. Indebitarsi per acquistare un’auto con la quale si lavora e magari si percepisce un rimborso spese chilometrico, è ancora un debito buono. Ma vogliamo parlare del mutuo per la propria abitazione? Per decenni ci hanno fatto credere che quello è lo stereotipo del “debito buono”.

Che l'acquisto della propria casa fosse un investimento perfetto, destinato sempre a rivalutarsi nel tempo e quindi un ottimo affare. Poi nel 2008 ci siamo svegliati e, abbiamo scoperto che i prezzi delle case, come ogni altro bene, sono soggetti a oscillazioni e che di fatto la casa può valere la metà di quanto la stiamo pagando. Nel frattempo si è anche scoperto che spese straordinarie come facciate, tetto, impianti ecc. sono a carico del proprietario e che queste spese vanno sommate alla rata del mutuo. Ma non solo, la tassazione sulla casa, per quanto schizofrenica, è sempre presente e le tasse comunali sull'immobile e sulla spazzatura, che si chiamino ICI, ISI, IMU, TASI, TARSU, ecc. ci sono sempre e vanno sommate alle spese condominiali (ordinarie e straordinarie) e alla rata del mutuo. Conclusione? Mica vero che tutte queste spese sono equivalenti all'affitto mensile. E anche se lo fossero, la liquidità persa inizialmente per dare l’anticipo, mette molte famiglie nell'impossibilità di affrontare un imprevisto o sostenere anche pochi mesi senza lavoro.

Mai pagare i debiti contraendone altri

Combattere i debiti con altri debiti è come spegnere un fuoco con secchi di benzina: demenziale senza una strategia adeguata. La maggior parte dei creditori oggi come oggi sono in genere disponibili ad ascoltare le ragioni dei debitori e a trovare insieme soluzioni percorribili. Alcuni debiti sono urgenti da pagare, ma altri possono essere messi in secondo piano (ma comunque poi risolti), altri sono forse prescritti. Ogni singola situazione è a se stante e deve essere gestita.

Debiti » Mai sottrarsi al dialogo con il creditore e quando è possibile giocare d'anticipo

Contattare la banca o la finanziaria, anche per scritto, prima che il problema esploda e prima di essere moroso, prima cioè di macchiare la propria storia creditizia. Le racconto un aneddoto: una mia vecchia compagna di scuola mi contattò tempo fa perché aveva timore, dopo la separazione col marito, di non essere più in grado di far fronte al mutuo e a un finanziamento personale. Era in pari con le rate, ma le aveva pagate con ritardo e la situazione era in peggioramento. Aveva provato a vendere la casa e trovato anche l’acquirente giusto che però non era riuscito ad ottenere il mutuo dalla sua banca e quindi aveva mandato a monte l'acquisto dell'immobile. Le ho consigliato di contattare la direzione crediti della banca erogante il mutuo, (quindi la sede di Milano e non la filiale di Livorno) e spiegare bene tutta la situazione. La banca le ha immediatamente abbassato la rata per sei mesi e dato fiato, non solo ha fatto prendere in esame la richiesta di mutuo del potenziale acquirente dalla filiale livornese, ed il mutuo è stato concesso. Quindi l’immobile veduto, e la mia ex compagna di scuola liberata da un peso insostenibile, con una storia creditizia non intaccata (non ha subito segnalazioni in centrale rischi) ha potuto ripianare l’altro debito, acquistare una casa più piccola versando un congruo acconto e sulla rimanenza ha fatto un piccolo mutuo con una rata molto leggera.
Le situazioni si debbono prevenire e, soprattutto, gestire.

Validi motivi di contestazione per opporsi al pagamento dei debiti

Innanzitutto verificare che non sia intervenuta la prescrizione oppure che il calcolo degli interessi non sia affetto da anatocismo. Nell’ambito del credito finalizzato, può accadere che il venditore del bene sia inadempiente. Nell'ambito delle forniture di beni e servizi spesso le stesse nascondano un vizio occulto. Purtroppo sta diventando sempre più diffuso anche il fenomeno del furto di identità e quindi non è da escludere che il debito non esista proprio. Puntare sulla sola prescrizione può, spesso, non avere molto senso: la prescrizione ordinaria è decennale (anche se ci sono molti casi di prescrizione abbreviata) e si può interrompere con una semplice raccomandata. Tuttavia è un argomento senz'altro valido da utilizzare in una trattativa.

Gli interessi anatocistici su prestiti e mutui - come verificarli

Gli interessi anatocistici sono i così detti “interessi sugli interessi”. Per capirci, posto uno scoperto di conto corrente di 10.000 € al tasso del 8% l’anno, poiché gli interessi vengono calcolati trimestralmente, dopo 3 mesi lo scoperto sarà di +200 € (1/4 di 8% su 10.000 €), il trimestre successivo saranno di +202 €, ossia ¼ del 8% su 10.200 €, e così via. Un giochino molto fruttuoso in passato per le banche, ma reso illegittimo da svariate sentenze della Cassazione. Per verificarli occorre riprendere gli E/C bancari degli anni indietro e rifare i calcoli a ritroso. Occorre un buon contabile. Ultimamente sono spuntati come funghi, insieme ai professionisti, pochi, moltissimi avventurieri che illudono sia una cosa facile e scontata mettere in scacco la banca. Starei molto attento perché chi alla fine ci guadagna sempre in questi casi sono appunto questi figuri.

Consolidamento debiti - evitare di affidarsi a mediatori creditizi "faciloni"

Nella situazione in cui il debitore si trova in una situazione di sovraindebitamento, alle prese con più prestiti, con tassi di interesse diversi, è necessario rinegoziare prima di andare in crisi ed essere segnalati in una centrale rischi. Si può tentare di rinegoziare il prestito in corso accedendo a formule con interessi minori. Se il creditore è indisponibile, o non ha tali strumenti, allora si può tentare di accedere a un prestito a un tasso minore per cancellare quelli con i tassi più alti. Ma attenzione si deve procedere per step rigorosi e non farsi trasportare dal solito mediatore creditizio facilone: verificare se è possibile ottenere il prestito al tasso minore e in quali tempi ed entità; quando si ha la ragionevole certezza di poterlo ottenere, mettere in stand by la cosa e passare a contattare finanziarie e banche con cui si hanno i debiti con gli interessi più alti; contrattare l’estinzione anticipata dai suddetti prestiti con costi e tempi certi; a quel punto, ma solo a quel punto, chiedere e ottenere il prestito più conveniente e con quei soldi estinguere gli altri prestiti, senza farsi prendere dalla tentazione di usarli per altri scopi. Ma la cosa più importante è di evitare in tutto i modi che intermediari ci lucrino sopra.

Sovraindebitamento conclamato - cosa fare

Stabilire le priorità è fondamentale: quei debiti che possono compromettere, non rimborsandoli, la propria storia creditizia hanno ovviamente la precedenza. Mi riferisco ai debiti bancari e finanziari. Poi ci sono le utenze indispensabili, come luce e gas, da ultimo le bollette del telefono e dei fornitori.Occorre fare un conto economico delle proprie entrate-uscite e in base a quello verificare le rate che si possono pagare. In moltissimi casi è possibile ottenere la rateizzazione del pregresso (in caso di utenze primarie è un diritto e non una concessione) e il rimodellamento della rata corrente. Molte banche e finanziarie offrono prodotti che prevedono già questa opzione in partenza. Scegliere quelle invece di farsi imbeccare dal negoziante/agenzia immobiliare che indirizzerà verso la finanziaria/banca che da loro le provvigioni più alte. Con i fornitori ordinari si può tranquillamente proporre saldi a stralcio, ossia pagamenti immediati ma con un forte sconto.

Eredità - attenzione al frutto avvelenato

Quando si accetta un'eredità, si accettano anche i debiti. Accettare la pensione di reversibilità del coniuge defunto non significa anche accettare i suoi debiti, dal momento che il diritto alla pensione di reversibilità spetta automaticamente per legge "iure proprio" e non è dunque, in alcun modo, in connessione con la posizione riconosciuta agli eredi del defunto. Ma esistono comportamenti che implicano la tacita accettazione dell'eredità: ad esempio, quando i chiamati all'eredità (vedova e figli) si recano in banca per prelevare i risparmi disponibili sul conto corrente del de cuius. O, anche, quando si guida il veicolo del defunto e si incappa, magari, in una multa con contestazione immediata. La cosa migliore è accettare l'eredità con il “beneficio di inventario”, ossia dire una cosa del genere: “non rifiuto l’eredità, ma prima di accettarla vedo che situazione mi lascia il de cuis, se mi conviene l’accetto, altrimenti no”. Se non si accetta l’eredità il problema si sposta sul creditore che dovrà portare a perdita il credito se non ha una copertura assicurativa caso morte (per altro molto diffuse).

Garanzie e fideiussioni - Una firma che può costare cara

Non ci si sfila dalla responsabilità di aver avallato una garanzia di pagamento di un debito. Una volta apposta una firma per avallare un debito altrui si è impegnati finché tale debito non è stato completamente saldato. Ecco perché prima di mettere “una firmetta, tanto è solo una formalità”, occorre pensarci molto molto bene.

Quando si chiede un prestito valutare con attenzione tutte le clausole contrattuali

Quando si chiede un prestito bisogna valutare con attenzione tutte le clausole. I fattori da prendere in considerazione, con la dovuta cautela, sono molti: dalle condizioni del recesso anticipato (in alcuni casi si paga addirittura una penale) alle spese di incasso della rata (in alcuni casi sono così elevate da costituire un vero e proprio costo occulto); dalla possibilità o meno di modulare la rata alla richiesta di firme di avvallo di parenti e amici chiamati a fare da garanti. Tuttavia la maggior parte delle associazioni dei consumatori ha manuali informativi molto validi che accompagnano per mano nei meandri dei prestiti finanziari e bancari.

18 giugno 2014 · Rosaria Proietti

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Stai leggendo Come pagare i debiti e vivere felici ... Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il giorno 18 giugno 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 22 gennaio 2017 Classificato nella categoria attualità e riflessioni del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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