Come nascono i Monti di pietà - l'iniziativa dei francescani per combattere l'usura

I Monti di Pietà sono nati verso la fine del XV secolo su iniziativa dei Francescani per erogare prestiti di limitata entita in cambio di un pegno. La loro funzione era, quindi, quella di finanziare persone in difficoltà. A tal fine per il loro funzionamento i beneficiari fornivano in garanzia del prestito beni di valore che si vedevano restituito quando ripianavano il debito.

Per questa loro caratteristica si rivolgevano alle popolazioni urbanizzate dove tanti vivevano in condizioni di pura sussistenza. I contadini, infatti, di norma non avevano nulla da impegnare se non semenze ed utensili da lavoro. Alla loro istituzione fu molto acceso il dibattito sull'imposizione di un tasso di interesse. Alcuni, infatti, lo consideravano inammissibile perché lo giudicavano alla stessa stregua dell'usura.

Alla fine spesso furono ammessi tassi oscillanti tra il 6 ed il 10% in quanto considerati una forma protezione contro le insolvenze così da consentire la sopravvivenza del monte ed un autofinanziamento utile per ampliarne le possibilità di soccorso.

Il più antico di questi monti è quello di Perugia, fondato nel 1462. Un povero monaco francescano, Barnaba Manassei da Terni, salì il "pergamo" a Perugia e propose di fare nella città una questua il cui ricavato doveva essere impegnato a fondare una Banca con scopi caritatevoli a favore della "massa" dei più bisognosi e poveri. Dopo quello di Perugia ne furono fondati in pochi anni decine di altri, soprattutto nelle città medio-grandi dell'Italia centro settentrionale grazie a capitali iniziali frutto di donazioni pubbliche e private.

Nel 1463 fu fondato il Monte di Pietà a Orvieto, nel 1471 a Viterbo, nel 1473 a Bologna, nel 1479 a Savona, nel 1483 a Milano, nel 1484 a Mantova, Assisi e Ferrara, nel 1511 a Forlì, e ben presto altri ne seguirono negli anni successivi. Questi Monti operavano, quindi, nelle aree urbane ed in questo erano complementari ai Monti Frumentari che invece avrebbero operato nelle aree rurali a partire dal XVII secolo. Con la loro opera tutti questi Monti si proponevano di arginare la piaga dell'usura nei confronti di chi, troppo povero per essere considerato solvibile dagli scarsi istituti finanziari dell'epoca, spesso cadeva vittima degli strozzini.

Tutte queste iniziative, inoltre, elargendo i loro prestiti caso per caso in funzione delle effettive necessità (microcredito), possono essere visti come i primi finanziatori del credito al consumo o anche come delle banche dei poveri ante litteram.

13 agosto 2008 · Patrizio Oliva

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