Modalità di pagamento degli acquisti effettuati

Come per i lavori di ristrutturazione, per avere la detrazione sugli acquisti di mobili e di grandi elettrodomestici occorre effettuare i pagamenti con bonifici bancari o postali, sui quali va indicato:

  1. la causale del versamento (è quella attualmente utilizzata da banche e Poste Spa per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione);
  2. il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
  3. il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Stesse modalità devono essere osservate per il pagamento delle spese di trasporto e montaggio dei beni.

E' consentito effettuare il pagamento anche mediante carte di credito o carte di debito.

La data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta da parte del titolare (indicata nella ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso.

Non è consentito effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

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  • gildo 20 settembre 2012 at 16:47

    buongiorno,
    vorrei segnalare il mio problema: ho usufruito del bonus arredi agganciandolo alla sostituzione del tubo del gas eseguita sull'immobile (traccia muraria e installazione del rubinetto in posizione accessibile) come previsto dalle norme, effettuando sia i lavori che l'acquisto dei mobili della cucina a marzo del 2009. A seguito di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate (ADE) mi è stata riconosciuta la detrazione del 36% sull'intervento ma mi è stata contestata la detrazione del 20% sull'acquisto dei mobili in quanto tale intervento non rientrerebbe tra quelli individuati nella circolare n.35/E del 16 luglio del 2009 dell'Agenzia stessa. Sono convinto che la circolare abbia arbitrariamente circoscritto gli interventi ammissibili solo alle categorie individuate dalla legge 457/78 escludendo tutti gli altri interventi indicati nell'art. 1 della legge 449/97 e s.m. alla quale fa espresso riferimento il decreto incentivi (DL 5/2009), di cui sto parlando.
    Considerata l'interpretazione prevalente, fornita da giornali e blog di settore, in base alla quale è ritenuto corretto l'aggancio dell'esecuzione dei micro lavori (volti a prevenire gli infortuni domestici) al bonus arredi, è ragionevole prevedere che il mio problema non è un caso isolato. Se così fosse sarebbe opportuno prendere in considerazione la possibilità di organizzare un'azione collettiva a tutela di un diritto riconosciuto da una legge dello Stato e inspiegabilmente negato dall'ADE.
    Se qualcuno avesse informaizoni ulteriori mi scriva.., a quanto pare fare tutto come previsto dalla legge non è sufficiente per vedersi riconosciuto un proprio diritto..

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