Cosa si può comprare

E' possibile fruire delle detrazioni del 50% delle spese sostenute per l'acquisto di:

  • mobili nuovi, come ad esempio letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini. divani, poltrone. credenze. materassi, apparecchi di illuminazione;
  • elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall'etichetta energetica. L'acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l'obbligo. Rientrano nei grandi elettrodomestici, ad esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici asciugatrici, lavastoviglie apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

E' escluso l'acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo

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Commenti e domande dei lettori

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  • gildo 20 settembre 2012 at 16:47

    buongiorno,
    vorrei segnalare il mio problema: ho usufruito del bonus arredi agganciandolo alla sostituzione del tubo del gas eseguita sull'immobile (traccia muraria e installazione del rubinetto in posizione accessibile) come previsto dalle norme, effettuando sia i lavori che l'acquisto dei mobili della cucina a marzo del 2009. A seguito di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate (ADE) mi è stata riconosciuta la detrazione del 36% sull'intervento ma mi è stata contestata la detrazione del 20% sull'acquisto dei mobili in quanto tale intervento non rientrerebbe tra quelli individuati nella circolare n.35/E del 16 luglio del 2009 dell'Agenzia stessa. Sono convinto che la circolare abbia arbitrariamente circoscritto gli interventi ammissibili solo alle categorie individuate dalla legge 457/78 escludendo tutti gli altri interventi indicati nell'art. 1 della legge 449/97 e s.m. alla quale fa espresso riferimento il decreto incentivi (DL 5/2009), di cui sto parlando.
    Considerata l'interpretazione prevalente, fornita da giornali e blog di settore, in base alla quale è ritenuto corretto l'aggancio dell'esecuzione dei micro lavori (volti a prevenire gli infortuni domestici) al bonus arredi, è ragionevole prevedere che il mio problema non è un caso isolato. Se così fosse sarebbe opportuno prendere in considerazione la possibilità di organizzare un'azione collettiva a tutela di un diritto riconosciuto da una legge dello Stato e inspiegabilmente negato dall'ADE.
    Se qualcuno avesse informaizoni ulteriori mi scriva.., a quanto pare fare tutto come previsto dalla legge non è sufficiente per vedersi riconosciuto un proprio diritto..

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