Beni agevolabili

La detrazione in esame compete per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 per l'acquisto di:

  • mobili;
  • grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica.

La legge di conversione del decreto, nell'estendere il beneficio all'acquisto di grandi elettrodomestici, ha espressamente specificato che possono beneficiare della detrazione in esame le spese sostenute dal 6 giugno 2013, data di entrata in vigore del decreto.

Per quanto concerne la data entro la quale devono essere sostenute le spese per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, rileva la circostanza, in precedenza evidenziata, della stretta connessione tra la fruizione della detrazione per gli interventi di ristrutturazione e la fruizione della detrazione in esame, da cui consegue che il 31 dicembre 2013 è la data ultima entro cui devono essere sostenute le spese per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici per poter fruire della detrazione.

Si precisa, inoltre, che possono essere agevolate solo le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici nuovi. Sebbene la disposizione in esame non lo preveda espressamente, detto requisito deve ritenersi assolutamente implicito nella ratio della disposizione, diretta a stimolare il settore produttivo di riferimento, effetto non ottenibile se fossero agevolate le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici usati.

Il collegamento richiesto dalla norma tra acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici e arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione deve sussistere tenendo conto dell'immobile nel suo complesso e non del singolo ambiente dell'immobile stesso. In altri termini, l'acquisto di mobili o di grandi elettrodomestici è agevolabile anche se detti beni siano destinati all'arredo di un ambiente diverso da quelli oggetto di interventi edilizi, purché l'immobile sia comunque oggetto degli interventi edilizi indicati al paragrafo 3.2.

Rientrano tra i "mobili" agevolabili, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione.

Non sono agevolabili, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo.

Per quel che riguarda i grandi elettrodomestici, la disposizione limita il beneficio all'acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l'etichetta energetica. L'acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l'obbligo di etichetta energetica.

Per quanto riguarda l'individuazione dei "grandi elettrodomestici", in assenza di diverse indicazioni nella disposizione agevolativa, costituisce utile riferimento l'elenco di cui all'allegato 1B del decreto legislativo 25 luglio 2005, numero 151, secondo cui rientrano nei grandi elettrodomestici, a titolo esemplificativo: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Nell'importo delle spese sostenute per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, sempreché le spese stesse siano state sostenute con le modalità di pagamento indicate al successivo paragrafo 6.

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  • gildo 20 settembre 2012 at 16:47

    buongiorno,
    vorrei segnalare il mio problema: ho usufruito del bonus arredi agganciandolo alla sostituzione del tubo del gas eseguita sull'immobile (traccia muraria e installazione del rubinetto in posizione accessibile) come previsto dalle norme, effettuando sia i lavori che l'acquisto dei mobili della cucina a marzo del 2009. A seguito di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate (ADE) mi è stata riconosciuta la detrazione del 36% sull'intervento ma mi è stata contestata la detrazione del 20% sull'acquisto dei mobili in quanto tale intervento non rientrerebbe tra quelli individuati nella circolare n.35/E del 16 luglio del 2009 dell'Agenzia stessa. Sono convinto che la circolare abbia arbitrariamente circoscritto gli interventi ammissibili solo alle categorie individuate dalla legge 457/78 escludendo tutti gli altri interventi indicati nell'art. 1 della legge 449/97 e s.m. alla quale fa espresso riferimento il decreto incentivi (DL 5/2009), di cui sto parlando.
    Considerata l'interpretazione prevalente, fornita da giornali e blog di settore, in base alla quale è ritenuto corretto l'aggancio dell'esecuzione dei micro lavori (volti a prevenire gli infortuni domestici) al bonus arredi, è ragionevole prevedere che il mio problema non è un caso isolato. Se così fosse sarebbe opportuno prendere in considerazione la possibilità di organizzare un'azione collettiva a tutela di un diritto riconosciuto da una legge dello Stato e inspiegabilmente negato dall'ADE.
    Se qualcuno avesse informaizoni ulteriori mi scriva.., a quanto pare fare tutto come previsto dalla legge non è sufficiente per vedersi riconosciuto un proprio diritto..

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