Combatte con i debiti l'America dei baby boomer

Sono figli del boom economico degli anni Cinquanta, ma ora combattono con la recessione: è un ritratto economico dai tratti drammatici quello che l'American Association of Retired Persons delinea per i “baby boomer”, gli americani dell'esplosione demografica degli anni fra il 1945 e il 1964.

Questa generazione sta patendo più di altre gli effetti della crisi economica, rivela il bollettino dell'Aarp, organizzazione non governativa che si propone di migliorare la qualità della vita di chi ha oggi circa 50 anni: i risultati di un'indagine telefonica condotta fra 1002 adulti di età superiore a 45 anni indicano che un “baby boomer” su 10 deve chiedere in prestito il denaro necessario alle spese quotidiane - in particolare cibo, carburante e medicine, i cui costi sono impennati - ed è costretto a chiedere aiuto alla famiglia, agli amici o a società di assistenza per far fronte alle necessità primarie.

Un terzo degli intervistati si è visto costretto, a causa del crescente costo della vita, a interrompere i versamenti nel 401(k), il piano a contribuzione definita alla base del sistema pensionistico americano, o addirittura ad attingere denaro dal piano, mentre il 27% ha dovuto posporre il pensionamento. Sono i “baby boomer” più giovani, quelli di età compresa fra 45 e 54, a dover fare le scelte più difficili: il 27% ha debiti consistenti e il 17% ha dovuto tagliare anche le spese mediche.

Lo scontento è comunque trasversale alle diverse fasce d'età all'interno delle generazione: l'81% del campione ritiene che l'economia sia in condizioni cattive o pessime e il 74% accusa la classe politica di non aver fatto e di non fare abbastanza per venire incontro alle difficoltà dei cittadini schiacciati da una crisi di cui ancora non si comprende appieno la portata. “Potrebbero volerci anni per realizzare quale sia la reale consistenza dell'attuale crisi economica”, denuncia Tom Nelson, direttore operativo del'Aarp, “Utilizzare denaro del fondo pensione ha effetti complessi, perchè il denaro rimanente non può crescere a sufficienza da ripianare il prelievo, quando si hanno più pochi anni di lavoro davanti. E, ancora peggio, tagliare sull'assistenza sanitaria può portare ad affrontare per la salute costi più alti in futuro”. Una situazione che non dovrebbe rimanere essere sottovalutata, soprattutto in tempo di elezioni, sottolinea ancora Nelson: “I pensionati e gli americani più anziani hanno fatto i conti per anni con i costi impazziti dell'assistenza sanitaria: ora questo tracollo economico significa un'altra dose della stessa amara medicina e non può essere ignorato”.

di Mauizio Molinari da La Stampa.it

14 maggio 2008 · Antonio Scognamiglio

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