Chiudere una attività individuale

Salve, mi chiamo Massimo e le volevo chiedere cosa serve al consulente per chiudere un’attivita' individuale (cessazione attivita') e quindi p.iva, posizione inps ecc.e se possibile sapere, anche per sommi capi, quanto potrebbe costare.La ringrazio anticipatamente, grazie di tutto.

Allora, chiudere una ditta individuale e' semplice: innanzitutto chiudere la partita iva e questo si puo' fare via internet tramite il servizio Entratel (il costo dipende dal consulente, non ci sono bolli o costi fissi).

Poi, andare alla camera di commercio con il modello di cessazione precompilato dell’attivita' (insieme ad una fotocopia di un documento d’identita' e della ricevuta di chiusura della partita iva), in bollo da € 14,62 (non ci dovrebbero essere diritti di segreteria..cmq qualora ci fossero siamo sempre nell’ordine dei € 30,00).

Se l’attivita' e' artigiana bisogna andare al comune invece.

In ultimo passare all’inps (la comunicazione di cessazione dovrebbe farla la camera di commercio ma io consiglio di fare comunque  una visita) di competenza oppure fare una raccomandata .a/r in carta semplice allegando la comunicazione di cancellazione arrivata dalla cam.di comm.e, sempre una fotocopia di un doc.e la ricevuta di cessazione della p.iva.Riassumendo,l’unico costo certo e' la marca da bollo, il resto dipende dal commercialista. Il costo potrebbe lievitare se e' quest’ultimo a fare tutti i vari giri.

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Commenti e domande dei lettori

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  • fabius 23 febbraio 2015 at 12:02

    Un anno fa comprai un negozio di alimentari pagato con un acconto ed il resto pagamento dilazionato senza garanzia ed avendo stipulato però un atto notarile. Oggi purtroppo mi trovo con delle dilazioni scadute e non sanate ed il negozio che non incassa. Sono quindi arrivato alla conclusione di chiuderlo. La mia è una ditta individuale cosa mi succede se chiudo e non ho i soldi per pagare la rimanenza delle dilazioni? E per quanto riguarda i fornitori visto che anche con loro ho un debito di 2000 euro?

    • Ludmilla Karadzic 23 febbraio 2015 at 12:16

      I creditori cercheranno di recuperare i loro crediti in via stragiudiziale (cessione a società specializzate nel recupero) o giudiziale (chiedendo al giudice l’emissione di un decreto ingiuntivo per poi procedere al pignoramento).

      Ma, se non ha conti correnti provvisti di liquidità, se non ha in casa arredi di pregio, non possiede immobili di proprietà o automobili di lusso, può stare tranquillo. Al massimo, se dovesse trovare, in futuro, un impiego, le verrà pignorato lo stipendio per un massimo del 20% al mese (il massimo è riferito a tutti i creditori procedenti). Oppure se dovesse riuscire ad avviare un’attività produttiva di reddito, le pignoreranno il conto corrente oppure arredi e strumenti di lavoro sempre nel massimo di un quinto.

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