L'indebitamento degli italiani

La fatica di arrivare a fine mese spinge sempre più famiglie italiane a ricorrere a finanziamenti e prestiti personali alternativi.

La scelta di indebitarsi risulta abbastanza nuova per gli italiani che, da popolo di piccoli risparmiatori, si è trasformato in uno di indebitati.

Formiche che, purtroppo, hanno lasciato il posto alle cicale e che ora si ritrovano troppo spesso sempre più strozzate, perché non ce la fanno più a pagare le rate.

Tanto che secondo gli ultimi dati della Centrale Rischi della Banca d'Italia, degli oltre 130 miliardi euro di rate che i debitori non sono riusciti a pagare in tempo, quasi un quarto finisce nelle mani delle società di recupero crediti.

Il compito delle agenzie recuperatrici è chiaro: rendere esigibile un credito che, altrimenti, verrebbe perso da banche e finanziarie.

Un lavoro, questo svolto dagli agenti senza scrupoli, con l'arma della minaccia, della paura e del ricatto.

Innumerevoli i casi emersi tra telefoni di casa che squillano a qualsiasi ora del giorno e della notte per intimare il pagamento della rata, minacciando il sequestro dell'automobile e perfino della casa.

Vere aggressioni quelle subite dai consumatori bersagliati dai solleciti di pagamento che hanno portato l'Antitrust a intervenire, disponendo la sospensione della Ge.Ri. Gestione Rischi e della Elliot da ogni attività diretta al recupero crediti.

Secondo le numerose segnalazioni arrivate all'Agcm, le società avrebbero richiesto via posta, con mail, telefonate e sms, il pagamento di presunti crediti, non dettagliati o infondati o prescritti, anche minacciando azioni legali.

E, in svariate comunicazioni, veniva addirittura preannunciata la visita di un funzionario a casa o sul posto di lavoro per tentare la composizione bonaria del debito.

In altre fattispecie sono stati invece inviati solleciti di pagamento, spingendo il debitore a contattare per eventuali comunicazioni un numero a pagamento con una tariffazione parecchio onerosa, con il costo della chiamata da rete fissa di 96 centesimi al minuto più 12 centesimi di scatto alla risposta.

Eppure, per sopperire alla necessità di liquidità e fare così fronte alle spese quotidiane, il ricorso ai prestiti è sempre più una scelta obbligata tra gli italiani che devono riuscire a sbarcare il lunario.

Così, sempre più lavoratori dipendenti e pensionati ricorrono alla cessione quinto: si tratta particolare tipologia di prestiti personali che prevede la restituzione della rata tramite la trattenuta direttamente sulla busta paga o sulla pensione.

Con costi, tuttavia, che spesso risultano eccessivi a causa dei tassi alti applicati e delle spese accessorie troppo salate.

Il vantaggio, però, è evidente.

Con la chiusura dei rubinetti delle banche, i dipendenti o i pensionati possono facilmente bypassare questo scoglio e ottenere della liquidità direttamente dall'azienda (o dall'ente pensionistico) che non può esimersi dall'accettare la richiesta.

Tanto che, nel 2013 la lieve ripresa che si è registrata nel comparto dei prestiti è dovuta principalmente alla cessione quinto dello stipendio.

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