Cessione del quinto, prestito delega e cancellazione preventiva dal registro dei protesti – Le uniche possibilità per un protestato di ottenere credito [Commento 1]

  • sandra riccio 8 giugno 2009 at 09:17

    In televisione, sui giornali ma anche nelle sale d'attesa degli ospedali, nei circoli dei pensionati o magari davanti ai portoni di un'azienda in difficoltà. Ai tanti volantini che promettono un prestito rapido in cambio di un quinto dello stipendio o della pensione non si sfugge. Del resto è la nuova strada battuta dagli istituti di credito ai tempi della crisi: meno prestiti ai privati e alle aziende e più cessioni del quinto dello stipendio. Alle banche piacciono perché sono finanziamenti blindati dalla garanzia di un entrata fissa ogni mese e da una salata assicurazione obbligatoria a carico del cliente. Chi è alla ricerca di una boccata di ossigeno per le proprie finanze, invece, paga tassi più alti (intorno all'8%) perché in media superano di due punti il tasso d'interesse applicato ai prestiti personali.

    I numeri parlano chiaro. Nei primi tre mesi del 2009 c'è stata una crescita boom nell'erogazione di questo tipo di strumento. L'Osservatorio Assofin sul Credito al consumo ha, infatti, rilevato un aumento del 25% delle cessioni del così detto quinto. Gli addetti ai lavori riferiscono però di un incremento ancora più ampio che va ben oltre il 30%. L'erogazione dei prestiti personali ai privati invece è scesa del 10%. La nuova strada è stata battuta soprattutto dai pensionati a caccia di liquidi. Tra gli appartenenti a questa categoria l'erogazione di prestiti fortificati è saliti addirittura del 41%.

    «Purtroppo la cessione del quinto sta diventato la via di fuga per chi non arriva a fine mese con la propria paga e basta» dice Giancarlo Cupame, presidente di Assocred, l'Associazione Nazionale Distributori Prodotti Creditizi. «Ed è anche effetto della stretta creditizia da parte delle banche, una politica che non condividiamo perché garantire il credito alla persona fisica aiuta l'intero sistema Paese», commenta Cupame. «La cessione del quinto è esplosa negli ultimi tempi, fino a qualche tempo fa era un prodotto di nicchia ed era l'ultima spiaggia per chi aveva bisogno di soldi», racconta Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline. «Questo strumento ha però conservato una forma di distribuzione molto arcaica e poco trasparente che finisce per far salire i costi».

    Nella cessione del quinto è il profilo del cliente che incide sul costo finale della pratica al di là del tasso applicato al prestito. Questo perché la cessione è accompagnata dalle polizze obbligatorie per legge che variano il proprio costo a seconda del tipo di impiego, dell'età, del genere di chi vuole il finanziamento. «La componente assicurativa pesa davvero molto sui costi da pagare e in percentuale potrebbe arrivare anche alla metà delle spese complessive», spiega Anedda.

    Non è facile orientarsi nel marasma di proposte. Anche perché questo tipo di offerta prevede tre tipi diversi di tassi (Tan, Taeg, Teg). In più c'è l'assicurazione. Il costo di questa copertura non è incluso nei tassi evidenziati nei prospetti informativi. Dagli esperti arriva il consiglio di confrontare sempre l'importo che viene effettivamente erogato al cliente (in linguaggio tecnico si chiama «netto ricavo») con la rata mensile. La regola d'oro è non fermarsi mai alla prima proposta, ma di rivolgersi a diverse banche o finanziarie per poi fare un confronto, e negoziare sempre perché il meccanismo della cessione del quinto prevede costi di distribuzione e mediazione molto elevati e quindi chi sta proponendo il finanziamento ha un margine di manovra più ambio su cui è possibile trattare uno sconto.

Torna all'articolo