Le modalità per l'esercizio di tutela dei diritti dei cattivi pagatori censiti nelle centrali rischi

Al fine di effettuare l'accesso ai dati censiti dall Centrale Rischi, l'interessato può presentare una semplice richiesta (indicando il codice fiscale e/o la partita iva ). La Centrale Rischi (o l'ente finanziario - qualora l'accesso avvenga attraverso l'ente che ha erogato il finanziamento -) deve rispondere in maniera chiara e comprensibile entro 15 giorni (al massimo entro 30 giorni, se la richiesta è particolarmente complessa).

Nei casi in cui i dati si rivelino errati, non aggiornati o illecitamente trattati, l'interessato può richiederne la rettifica, l'aggiornamento, l'integrazione o la cancellazione. La Centrale Rischi dovrà quindi svolgere particolari verifiche con l'ente finanziario che aveva trasmesso i dati contestati.

Entro 15 giorni dalla contestazione del dato, la Centrale Rischi deve informare l'interessato delle verifiche in corso ed indicare un nuovo termine per la risposta, che non potrà superare ulteriori 15 giorni. E' importante sapere che nei primi 15 giorni dalla richiesta,la Centrale Rischi aggiunge ai dati una nota che avverte della verifica in corso, mentre nei 15 giorni successivi ne sospende addirittura la visibilità.

Finché, quindi, non sono terminate le verifiche richieste, i dati contestati non sono accessibili da nessun ente finanziario, al fine di evitare che possano circolare informazioni non corrette. Se le contestazioni, invece, riguardano i prodotti o i servizi acquistati tramite finanziamento o i loro rivenditori, la Centrale Rischi inserisce nei dati contestati una nota che avverte circa le contestazioni in atto. Spesso accade, infatti, che il consumatore scelga di non pagare le rate di un finanziamento erogato per l'acquisto di un determinato bene, a causa di problemi riscontrati sul bene stesso o comunque insorti con il venditore.

Quando vi sia un contenzioso con il venditore del bene acquistato, anche se solo in via stragiudiziale, su richiesta dell'interessato la Centrale Rischi appone la suddetta nota: in questo modo, l'informazione negativa del mancato pagamento non appare come la prova dell'inaffidabilità creditizia el soggetto, ma come conseguenza di un contenzioso in corso con il venditore.

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Stai leggendo Le modalità per l'esercizio di tutela dei diritti dei cattivi pagatori censiti nelle centrali rischi Autore Ornella De Bellis Articolo pubblicato il giorno 6 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria legittimità iscrizione del debitore in centrale rischi Inserito nella sezione cattivi pagatori e centrali rischi del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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