La tutela dei cattivi pagatori censiti nelle Centrali Rischi

L'avvocato Lorenza Pegoretti ci illustra in modo semplice, e comprensibile a tutti, quali sono gli obblighi delle Centrali Rischi nei confronti del cattivo pagatore censito a tutela della sua privacy. Il cattivo pagatore deve essere informato circa le modalità del trattamento dei propri dati nelle Centrali Rischi e sull'esercizio dei propri diritti. I dati relativi al cattivo pagatore possono essere utilizzati solo per scopi attinenti alla gestione ed alla tutela del credito. Se censito erroneamente come cattivo pagatore, l'interessato ha il diritto di ottenere la cancellazione, la modifica, l'integrazione o l'aggiornamento dei propri dati. Il cattivo pagatore, con una semplice richiesta, ha il diritto di conoscere quali siano i propri dati censiti nelle Centrali Rischi. I tempi di conservazione dei dati dei cattivi pagatori censiti hanno limiti ben precisi, al termine dei quali essi devono essere automaticamente cancellati dal sistema. Solamente il personale addetto dell'ente finanziario al quale l'interessato ha chiesto il finanziamento o con il quale ha già un rapporto di credito può accedere ai dati censiti dalle Centrali Rischi.

I SIC - sistemi di informazioni creditizie - sono delle banche dati che raccolgono e gestiscono informazioni relative a richieste e rapporti di credito di cui sono parte enti finanziari ( banche e società finanziarie). Esse sono meglio conosciute al pubblico con il termine di Centrali Rischi.

Gli enti finanziari, che partecipano al sistema su base volontaria o obbligatoria (vedasi CR - Centrale Rischi e SIA della Banca d'Italia) forniscono alle Centrali Rischi i dati relativi ai rapporti di credito della propria clientela e, per contro, vi accedono per conoscere la storia creditizia di quanti chiedano loro un finanziamento.

Sulla base delle informazioni così rilevate (entità degli importi richiesti, puntualità o ritardi nei pagamenti, livello di indebitamento), gli enti finanziari valutano la solvibilità e l'affidabilità dei soggetti censiti, finanziando solamente quanti offrano maggiori garanzie circa la restituzione dell'importo erogato e gestendo in questo modo il rischio connesso all'attività creditizia. E, in pratica, stilando quelli che vengono solitamente indicati come elenchi di cattivi pagatori.

Per qualche anno dall'istituzione del primo sistema di informazioni creditizie, avvenuta attorno agli anni ’80, l'attività prosegue nel totale vuoto legislativo, con evidenti e frequenti violazioni dei diritti dei soggetti censiti.

Solo con l'entrata in vigore della legge sulla privacy (L. 675/96) e con il successivo Codice privacy (196/2003), pur in mancanza di specifiche disposizioni normative in materia, il trattamento dei dati personali censiti nelle Centrali Rischi trova una disciplina generale ed i diritti degli interessati un'adeguata tutela. Lo stesso Codice privacy (D. lgs. 196/2003), all'articolo 117 prevede l'emanazione di un codice deontologico che regoli e tuteli specificamente il trattamento dei dati personali in tale ambito.

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