Credito ristrutturato

Come abbiamo accennato, a fronte di situazioni di incaglio, creditore e debitore cercano di raggiungere un accordo che porti a spostare più avanti nel tempo la scadenza di rimborso, a rimodulare il tasso di interesse o a prevedere, in alcuni casi, la restituzione rateale dell'importo a credito (piano di rientro). Si parla, in tale circostanza, di credito ristrutturato.

Il credito ristrutturato denuncia, come abbiamo avuto modo di vedere per i crediti incagliati, un indice di difficoltà nell'adempimento dell'obbligazione, ma non è classificato come "sofferenza" nella segnalazione in centrale rischi, tenuto conto anche del coinvolgimento e del consenso della banca all'operazione di ristrutturazione.

Le esposizioni ristrutturate devono essere rilevate come tali sino al momento di estinzione del rapporto, ma la banca può derogare qualora, decorsi almeno due anni dalla stipula dell'accordo di ristrutturazione, si verifichi l'avvenuto recupero delle condizioni di piena solvibilità da parte del debitore e si constati l'assenza di insoluti su tutte le linee di credito, comprese quelle non oggetto di ristrutturazione. Tuttavia, alla prima nuova insolvenza di durata superiore al "periodo di grazia" (30 giorni) la posizione del debito deve essere necessariamente e sollecitamente classificata a sofferenza o ad incaglio, in relazione al grado di anomalia registrato.

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