Cattivi pagatori ed eventi pregiudizievoli [Commento 3]

  • sandra riccio 6 settembre 2009 at 09:33

    Come ci giudica la banca quando chiediamo soldi

    Il messaggio pubblicitario suonava invitante: un tasso del 4,5% per un piccolo prestito da restituire in comode rate. Peccato che al momento della firma gli interessi erano magicamente lievitati al 10%. Un brutto colpo per Fabio, 24 anni, che contava su un pò di liquidi per finire di pagarsi gli studi e, magari, lasciare la casa dei genitori.

    Nella giungla dei prestiti non è proprio una stranezza. Di fatto quasi ogni volta che un consumatore si avvicina alla richiesta di un prestito succede che su di lui si accende una gigantesca lente di ingrandimento che esamina la sua capacità di restituire tutto il denaro ricevuto. Non conta se i soldi servono per l'acquisto di una casa o di un elettrodomestico, certo è che il richiedente viene messo sotto esame e alla fine gli viene attribuito un giudizio di solvibilità. Si tratta di un vero e proprio voto o rating, proprio come quello che viene assegnato ai Titoli di Stato o alle società a caccia di capitali sui mercati finanziari.

    L'intero procedimento di valutazione in gergo viene chiamato «scoring», un termine inglese che letteralmente significa «raccogliere punti». In pratica si tratta di una «raccolta punti» fatta da un computer all'insaputa del cliente che sta fornendo le informazioni su cui poi sarà costruito il suo profilo.

    Il meccanismo è tanto misterioso quanto il nome che porta. «Le tabelle dei punteggi sono custodite gelosamente dagli uffici crediti delle banche», racconta Stefano Agostini, Direttore Commerciale Gruppo Prometeo, che i tabulati li conosce molto bene. Nel computer della banca o della finanziaria vengono inseriti informazioni come età, genere, stato civile, professione, luogo di provenienza e naturalmente il reddito dichiarato da chi vuole soldi in prestito. La macchina a questo punto confronta il profilo del richiedente con le casistiche che negli anni sono state inserite nella sua banca dati. Poi formula il giudizio finale.

    I parametri di valutazione portano a tre tipi di risultati: «In pratica si arriva a tre fasce finali», spiega l'esperto. «Sicuramente verranno bocciati i richiedenti che hanno ottenuto un punteggio pessimo, quelli con un ottimo giudizio saranno promossi, mentre quelli della fascia centrale saranno rimandati a una seconda valutazione, questa volta fatta in filiale».

    Ma come si fa a superare l'esame? La differenza la fa il comportamento della categoria o delle categorie a cui appartiene il potenziale cliente: «Se il cinque percento della categorie a cui è stato associato, nel passato non ha pagato o ha restituito il credito con ritardo, allora niente prestito nemmeno per il neo candidato», spiega Agostini. In altre parole conta ben poco il comportamento virtuoso del singolo. E anche chi nel passato non ha mai sgarrato di fatto non sarà premiato.Cos’è che fa la differenza allora? «In generale viene riconosciuta la stabilità», chiarisce Agostini. E' quindi più facile ottenere un prestito se il luogo di residenza è lo stesso da molti anni oppure se l'impiego non è mai cambiato. La condizione migliore è poi che la casa sia di proprietà. Tra chi vive in affitto e chi, invece, sta con i genitori viene privilegiato chi paga l'affitto. Il motivo? Per il computer il fatto di pagare ogni mese l'affitto è sinonimo di stabilità. Le fasce di età più giovani ottengono un punteggio più basso, mentre sul territorio sono avvantaggiati gli abitanti delle regioni del Nord a scapito di quelle del Sud».

    Non mancano poi le sorprese: in tutte le liste ad avere un punteggio maggiore sono le donne e non il sesso forte. «Per dirne un'altra, poi, i quadri hanno un punteggio inferiori rispetto agli impiegati. Forse perché cambiano più spesso lavoro o forse perché non hanno ammortizzatori sociali», racconta Agostini. Chi non piace affatto alle banche è invece quella categoria di virtuosi creditori che in passato ha estinto anticipatamente il prestito. In questo caso, i primi della classe finiscono tra i bocciati.

1 2 3 4 5 7

Torna all'articolo