Cattivi pagatori e cross bording transnazionale [Commento 2]

  • StandBy 11 novembre 2013 at 07:52

    Da tre anni sono andato a vivere negli Stati Uniti dove sono residente ed iscritto all'AIRE
    In Italia ho un fido di 7mila euro con la banca oltre al pagamento della carta Visa per euro 14mila
    Finora ho sempre pagato ma ora non sono più in grado di farlo. Lascerei 21mila euro di debiti, tra fido e carta. Non ho beni e non ho intestato nulla
    C’è possibilità che possano avviare una pratica di recupero ?
    Potrebbero eventualmente attaccare proprietà, stipendio e conto corrente negli US?
    Rischio di venire segnalato alla centrale rischi di questo paese?
    Ho trovato pareri discordanti riguardo a questo punto. Secondo la mia banca negli US non vi è interscambio
    Saluti

    • Simonetta Folliero 11 novembre 2013 at 09:14

      Per un debito di 21 mila euro dubito che la banca ritenga conveniente avviare azione di recupero negli Stati Uniti. Più verosimilmente cederà il credito a società terza (in affidamento o gestione). Queste, non si muovono mai se c'è da anticipare spese certe a fronte di escussioni incerte.

      Escluderei la possibilità di segnalazione di una banca italiana a circuiti di cattivi pagatori statunitensi. Infatti, per poter segnalare ed ottenere informazioni dai c.d. archivi dei cattivi pagatori, le banche e gli intermediari sono chiamati a partecipare ai costi di gestione.

      La globalizzazione, per fortuna, non è ancora arrivata ad integrare le Centrali Rischi per consumatori o piccoli professionisti.

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