Cattivi pagatori e cross bording transnazionale [Commento 1]

  • Carla Benvenuto 4 settembre 2012 at 12:40

    Recepita in Italia la direttiva comunitaria in materia di riscossione di tributi e dazi all'interno dell'Unione europea

    Con la pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» del decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 149, è stata recepita anche in Italia la direttiva comunitaria 2010/24 in materia di riscossione di tributi e dazi all'interno dell'Unione europea. La cooperazione fiscale internazionale, continua quindi, nella direzione della compliance e del dialogo tra le amministrazioni dei singoli Stati per il recupero delle imposte.

    Il decreto legislativo n. 149/2012 detta «le norme di mutua assistenza per il recupero dei crediti sorti nel territorio nazionale o in altro Stato membro» (articolo 1). La procedura di recupero avverrà sulla base di un titolo esecutivo uniforme, riportante «il contenuto del titolo iniziale emesso dallo Stato membro richiedente che consente l'esecuzione nello Stato membro adito» (articolo 2). Detto titolo esecutivo sarà notificato con un modulo standard, che costituirà l'unica base per l'esperimento dell'attività di riscossione e delle conseguenti misure cautelari. Non sarà, quindi, più necessaria la notifica della cartella di pagamento, essendo sufficiente il cosiddetto «titolo unico europeo».

    La portata della norma è di particolare rilievo essendo riferita «ai tributi e ai dazi, di qualsiasi tipo, riscossi da uno Stato membro o dalle sue ripartizioni territoriali o amministrative, o per conto di essi, comprese le autorità locali, ovvero per conto dell'Unione» (articolo 1). Sono, invece, esclusi dall'ambito di applicazione della nuova procedura di riscossione i contributi previdenziali, le multe, come pure «qualsiasi sanzione pecuniaria di natura penale» (articolo 1). Sulla base delle disposizioni recate dal decreto legislativo n. 149/2012, l'agenzia delle Entrate italiana potrà, quindi, essere chiamata a riscuotere anche un credito sorto in altro Stato membro, per conto di detto ultimo Stato.

    Si pensi, ad esempio, al caso del reddito di lavoro dipendente svolto all'estero, imponibile anche nello Stato della fonte al ricorrere delle condizioni previste al paragrafo 2 dell'articolo 15 del modello di convenzione Ocse; o ancora alle imposte eventualmente dovute all'estero, in caso di locazione di un immobile situato in altro Stato delle Unione, comunque imponibile anche in detto altro Stato in conformità a quanto previsto all'articolo 6 del modello di convenzione Ocse. La nuova procedura di riscossione, ove attivata, potrà avere impatti anche in ambito doganale. Così, ad esempio, il debito per dazi sorto a seguito di un'operazione di importazione "perfezionata" in Spagna, con destinatario un "codice Eori" italiano, permetterà alle Autorità doganali spagnole di richiedere l'assistenza nella riscossione delle autorità italiane.

    di Diego Avolio da Ilsole24ore

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