Chi consulta le Centrali Rischi e quando?

Le banche e le finanziarie, ogni volta che ricevono una richiesta di apertura di un credito o di un conto corrente o di un finanziamento, consultano le Centrali Rischi per conoscere la storia creditizia della persona che si è rivolta a loro. In base alla capacità finanziaria della persona, al suo livello di indebitamento ed alle sue precedenti esperienze di buono o cattivo pagatore che trovano iscritte nelle Centrali Rischi gli istituti finanziari decidono, di loro autonoma iniziativa, se concedere il finanziamento o meno e a quali condizioni concederlo. E ogni volta che consultano la banca dati lasciano la registrazione del motivo per cui lo fanno, indicando le generalità di chi ha chiesto il finanziamento, il tipo di finanziamento richiesto e, infine, l'avvenuta concessione o il rifiuto di esso.

Oltre alle Centrali Rischi gli istituti finanziari consultano anche altre fonti di informazione di tipo pubblico, quali elenchi dei protesti, registri dei tribunali, dati catastali, etc. per avere un quadro completo della situazione finanziaria del richiedente il credito.

Sulla base di tutte queste informazioni gli istituti finanziari decidono se concedere o meno il finanziamento. Le Centrali Rischi, infatti forniscono le informazioni ma non danno un loro giudizio sulla solvibilità della persona.

Quando la richiesta di credito non è accolta, l'istituto finanziario comunica all'interessato se nell'istruttoriaha consultato dati personali e creditizi di tipo negativo in uno o più SIC, indicandogli quali.

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  • Alessandro 11 luglio 2010 at 08:00

    Ho perso il lavoro a causa del trasferimento dell'impresa presso cui lavoravo, successivamente ho perso anche la famiglia, incluso mio figlio a causa di una tempestosa separazione giudiziale. Mi sono quindi ritrovato in un mare di debiti, maturati da finanziamenti e rapporti bancari esclusivamente intrapresi non per divertimento ma per necessità, oltre ad altri debiti a mio nome contratti dalla mia ex moglie. Adesso sono assalito dalle società di recupero crediti. Talune persone del settore, perseguitandomi, sono arrivate al punto di dirmi che anche i malati di tumore continuano a pagare per cui anche io dovrei farlo per loro rispetto. Altre invece si presentano con il titolo di avvocato, il cui nome però non risulta in nessun ordine professionale d'Italia.
    C'è chi invece si è presentato a persone a me solo conoscenti come funzionario della Procura delle Repubblica, al solo fine di chiedere informazione sul mio conto. (Posso garantirvi che non ho mai avuto a che fare con nessun ordine di polizia).
    Proprio ieri vengo a sapere che qualcuno ha telefonato presso una famiglia che abita presso lo stesso condominio in cui abitavo da sposato, esclusivamente per chiedere informazioni sulla mia reperibilità e inoltre lasciando loro il numero di telefono per poterli richiamare non appena rintracciatomi.
    Il numero di telefono corrisponde all'ennesima agenzia di recupero crediti.
    Considerando adesso soltanto quest'ultimo episodio, desidererei sapere:
    1) è legale da parte di un agenzia di recupero crediti, per altro associata alla UNIREC, chiedere informazioni personali sul conto di una persona utilizzando nello specifico tali mezzi.
    2) esiste un ordine di controllo al fine di valutare se realmente codeste agenzie operino nella legalità?
    3) dimostrando in maniera chiara di non possedere più nessun genere di bene e quindi di non poter far più fronte, almeno in tal momento, ai miei impegni economici a suo tempo assunti, com’è possibile potersi liberare da tali persecuzioni ? Cosa vorrebbero che io facessi per pagarli …… uccidere, spacciare, rubare oppure cosa ?
    Fiducioso di una Vostra risposta, porgo i miei più cordiali saluti.