I cattivi pagatori e le centrali rischi private (Sic)

I SIC, le ex “centrali rischi”, sono banche dati che raccolgono informazioni sui prestiti a persone fisiche e imprese. Queste informazioni provengono dalle banche e dalle società finanziarie.

Per ogni segnalazione possono essere trattati questi dati:

  1. dati anagrafici, codice fiscale o partita IVA;
  2. dati relativi alla richiesta/rapporto di credito, descrittivi della tipologia di contratto, dell'importo del credito, delle modalità di rimborso e dello stato della richiesta o dell'esecuzione del contratto;
  3. dati di tipo contabile relativi a pagamenti, al loro andamento periodico, all'esposizione debitoria, anche residua, e alla sintesi dello stato contabile del rapporto;
  4. dati relativi all'attività di recupero del credito o all'eventuale contenzioso, alla cessione del credito o a vicende eccezionali che incidono sulla situazione soggettiva o patrimoniale delle persone segnalate.

Il trattamento dei dati è effettuato con esclusive finalità correlate alla tutela del credito e al contenimento dei relativi rischi, in particolare per valutare la situazione finanziaria e il merito creditizio degli interessati, la loro affidabilità e puntualità nei pagamenti.

E' previsto un aggiornamento continuo dei dati, con cadenza mensile, su comunicazione delle banche/finanziarie che hanno proceduto all'iscrizione.

E' vietato l'utilizzo per qualsiasi altro scopo, specie quello relativo a ricerche di mercato o promozione, pubblicità e vendita di prodotti e/o servizi.

Non possono essere gestiti dati sensibili e giudiziari, e comunque dati eccedenti rispetto e quelli necessari al raggiungimento delle finalità perseguite.

Le banche dati conservano le informazioni sia per verificare il totale dei finanziamenti ottenuti, sia per verificare l'eventuale morosità di un consumatore.

Il codice deontologico regola i tempi massimi di conservazione dei dati, differenziati in base alle diverse situazioni in cui si trova il rapporto tra chi riceve il finanziamento e chi lo concede.

Nei sic sono immagazzinate informazioni sulle richieste di finanziamento.

Ciò perchè le banche/finanziarie comunicano ai Sic (centrali rischi) i dati personali di chi richiede una concessione di credito già in fase d'istruttoria. Il tempo massimo di conservazione di questi dati tiene conto del tempo necessario all'istruttoria stessa e non deve comunque superare i 180 giorni dalla richiesta.

Se la richiesta di credito non è accolta o è il consumatore a rinunciare, la banca/finanziaria deve comunicare ai gestori delle banche dati, in occasione della comunicazione mensile, il mancato prestito. Da quel momento questa informazione, con specifica delle cause (non accoglimento o rinuncia del consumatore) può'rimanere alla banca dati per massimo 30 giorni.

Nei Sic, cono incluse anche informazioni negative sui ritardi nei pagamenti delle rate (temporanea morosità) E' il caso di quei risparmiatori che dopo un ritardato pagamento provvedono a regolarizzarsi.

Se il ritardato pagamento non supera i due mesi, o due rate, le relative informazioni di morosità possono essere conservate al massimo per 12 mesi dalla regolarizzazione, Da agosto del 2014, se il ritardo riguarda una sola rata con pagamento entro 60 giorni dalla scadenza, le segnalazioni del ritardo devono essere cancellate decorsi sei mesi dal pagamento.

Se invece il ritardato pagamento supera i due mesi o le due rate il tempo massimo di conservazione è di 24 mesi.

Decorso il termine massimo i dati sono cancellati dall'archivio, a meno che nel frattempo non risultino registrati, per quella persona, ulteriori ritardi nei pagamenti.

La segnalazione può avvenire solo dopo che siano decorsi 15 giorni dalla spedizione di un preavviso di iscrizione al debitore.

Le banche/finanziarie, infatti, devono preavvisare il debitore, magari in occasione dell'invio di un sollecito di pagamento, riguardo all'imminente iscrizione delle informazioni del ritardato pagamento in una centrale rischi.

Da notare bene che i dati relativi al PRIMO ritardo di pagamento vengono resi pubblici solo dopo 60 giorni dall'aggiornamento mensile fatto dalla banca/finanziaria oppure quando siano scadute (insolute) almeno due rate mensili consecutive oppure quando il ritardo si riferisce ad una delle due ultime rate.

Nelle banche dati che raccolgono solo informazioni negative (CTC per esempio) tali dati vengono resi pubblici quando il ritardo eccede i 4 mesi (precisamente 120 giorni) oppure in caso di mancato pagamento di almeno quattro rate.

I dati degli eventuali ritardi successivi al primo sono invece pubblicati subito, all'atto dell'aggiornamento mensile.

Accanto ai dati deve comunque essere presente l'annotazione dell'avvenuto pagamento.

Le banche/finanziarie, infatti, devono dare informazione ai gestori delle banche dati anche della data dell'avvenuto pagamento che deve essere annotata negli archivi. La comunicazione della banca/finanziaria al gestore deve avvenire entro 15 giorni dal pagamento, e il gestore deve poi procedere all'annotazione entro 10 giorni dalla ricezione.

Nei casi in cui il mancato pagamento non venga regolarizzato, i dati negativi di tale definitiva morosità, possono restare in archivio per massimo 36 mesi dalla scadenza contrattuale del rapporto, dopodiché devono essere comunque cancellati.

In caso di altre vicende rilevanti relative al pagamento il termine decorre dalla data di ultimo aggiornamento o comunque da quanto il rapporto è cessato.

Nei Sic vengono raccolte anche informazioni positive su rapporti che si sono svolti positivamente (senza ritardi o altri eventi negativi).

La presenza di un finanziamento in corso con i pagamenti in regola rimane nella memoria della banca dati, ma anche dopo che il rapporto si è concluso regolarmente è prassi delle banche dati tenere in memoria i dati del finanziamento e della "buona condotta" del consumatore.

Il Codice dispone che queste informazioni positive rimangano in memoria al massimo 24 mesi dalla cessazione del rapporto (scadenza contrattuale).

Le informazioni positive possono essere conservate per più tempo qualora nell'archivio, per quella determinata persona, siano presenti anche informazioni negative relative ad altri finanziamenti. In questi casi le informazioni vengono poi cancellate tutte insieme, allo scadere del termine di conservazione di quelle negative.

Queste informazioni sono cancellate, in ogni caso, qualora il consumatore/interessato ne faccia richiesta revocando il consenso al trattamento, entro 90 giorni dalla comunicazione fatta alla banca/finanziaria.

Comunque, chi chiede o attiva un finanziamento deve essere informato, tra le altre cose, anche sulla gestione dei propri dati nell'ambito delle informazioni creditizie.

Deve essergli consegnata un'informativa che contenga i dati delle centrali rischi a cui vengono comunicati i dati personali e in quali casi, nonché , i tempi di conservazione degli stessi e le modalità per esercitare i propri diritti al riguardo (ai sensi dell'art.7 del codice della privacy, vedi prossima sezione).

A livello di obblighi informativi,la normativa vigente ha precisato anche che il consumatore a cui viene negato un finanziamento deve inoltre essere informato nel caso in cui la motivazione del diniego sia collegata all'iscrizione del proprio nominativo su una banca dati, in modo che possa prendere provvedimenti al riguardo.

Inoltre, il consumatore in ritardo nel pagamento di una o più rate deve essere preventivamente informato dell'iscrizione del proprio nominativo dalla banca/finanziaria e delle conseguenze che ciò comporta, all'atto di invio di solleciti di pagamento o con lettera separata.

Per quanto riguarda l'accesso, la rettifica o l'eliminazione dei dati, gli interessati, ovvero coloro a cui corrispondono i dati registrati nelle banche dati, hanno diritto ad esercitare i diritti previsti dal Codice della privacy, sia presso le banche/finanziarie che hanno effettuato l'iscrizione, sia direttamente presso i gestori delle banche dati stesse.

E' possibile richiedere, peraltro:

  • notizie sull'esistenza di propri dati detenuti e gestiti;
  • che venga specificata l'origine dei dati personali detenuti (quale banca/finanziaria ha effettuato l'iscrizione, se ci si rivolge alla centrale rischi);
  • gli estremi del titolare che gestisce i dati (quale centrale rischi gestisce i dati, se ci si rivolge alla banca/finanziaria);
  • che i dati vengano integrati, corretti od aggiornati;
  • che i dati vengano cancellati se trattati in violazione di legge (per esempio perché è già decorso il termine massimo di conservazione negli archivi);
  • l'opposizione al trattamento nel caso in cui vi siano motivi legittimi (per esempio nel caso di trattamento delle informazioni "positive" dette sopra o nei casi estremi di contratti attivati indebitamente).

Nella richiesta il soggetto interessato deve indicare, se possibile, il proprio codice fiscale e/o partita IVA, per agevolare le ricerche. Può procedere alla richiesta anche un soggetto terzo, debitamente delegato per iscritto.

Il riscontro da parte della banca/finanziaria o del gestore deve pervenire entro 15 giorni dall'invio della richiesta. Nel caso in cui si rendano necessarie particolari verifiche e la questione risulti complessa, il termine può raddoppiarsi fino a massimo 30 giorni. L'accesso ai dati -quindi il riscontro positivo ad una richiesta di conoscere i propri dati presenti in archivio- deve essere sempre agevolato, con tutti i mezzi.

Le richieste di accesso ai dati (di esistenza dei dati, della loro origine e della finalità di trattamento) per le quali viene fornito un indirizzo e-mail per la risposta sono gratuite, senza limiti di numero.

Se viene richiesta una risposta con altri mezzi (fax, lettera, etc.) la gratuità è limitata alla prima volta nell'arco di un anno.

Per le richieste successive alla prima, sempre nell'arco dell'anno, si potrà dover pagare fino a 7 euro, a cui se ne possono aggiungere 3 (10 euro in totale) se la richiesta è incompleta e sia quindi necessario un contatto per completarla. Per le risposte inviate oltre i termini (15 oppure 30 giorni) non può essere richiesto alcun pagamento.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Silvialaura 22 aprile 2015 at 21:26

    E l'essere iscritta in CAI nel segmento relativo alle carte di credito cosa comporterà?
    1) ritiro dell'altra carta che possiedo?
    2) ritiro del bancomat?
    3) impossibilità di accesso al credito?
    4) altro?
    Grazie.

    • Simone di Saintjust 23 aprile 2015 at 07:21

      L'essere stata iscritta in CAI, nel segmento relativo alle carte di credito, comporterà il ritiro della carta che possiede e, forse, l'impossibilità di ottenerne un'altra da diverso emittente. Scrivo forse, perchè la segnalazione in CAI nel segmento carte di credito non comporta l'obbligo, per gli operatori, del divieto di emettere una nuova carta in suo favore. Si tratta, infatti, solo di una eventualità discrezionale.

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