Sentenze e ordinanze della corte di cassazione in tema di sequestro pignoramento ed espropriazione

I quattro quinti della pensione, anche se l'importo è stato accreditato in conto corrente, costituiscono un diritto inalienabile del debitore

Roberto Petrella - 23 giugno 2017

Il sequestro preventivo, prodromico alla confisca per equivalente, avente ad oggetto, fra l'altro, il conto corrente bancario dell'indagato e sul quale confluiscono periodicamente gli emolumenti percepiti come trattamento pensionistico, non può estendersi ai 4/5 di ciascuno rateo di pensione accreditato sul conto corrente. In tema di sequestro preventivo funzionale alla successiva confisca per equivalente, infatti, a detta dei giudici della Corte di cassazione (sentenza 30820/2017 - sezione penale) deve riconoscersi valore di regola generale dell'ordinamento processuale al divieto di sequestro e pignoramento di trattamenti retributivi, pensionistici ed assistenziali in misura eccedente ad un quinto del loro importo al netto delle [ ... leggi tutto » ]

Istanza di conversione del pignoramento - il debitore deve prestare la massima attenzione a rimborsare integralmente il credito azionato

Ornella De Bellis - 23 giugno 2017

L'articolo 495, primo comma, del codice di procedura civile consente al debitore esecutato di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese. L'ultimo comma della medesima norma, tuttavia, dispone che l'istanza di conversione può essere avanzata una sola volta a pena di inammissibilità. Scopo della norma che consente la conversione è favorire il debitore il quale voglia evitare l'esecuzione, ed i rischi connessi, quali, ad esempio, una vendita dei propri beni a prezzo vile. [ ... leggi tutto » ]

Opposizione ad un atto di pignoramento per cartella esattoriale affetta da vizi di notifica ed originata da crediti di natura tributaria

Paolo Rastelli - 7 giugno 2017

La normativa vigente stabilisce che l'opposizione al titolo esecutivo (cartella esattoriale o accertamento esecutivo) in relazione al diritto di procedere ad esecuzione forzata tributaria, si propone davanti al giudice tributario mentre le opposizioni all'esecuzione concernenti la pignorabilità dei beni si propongono davanti al giudice ordinario (ex articolo 615 del codice di procedura civile). Restava tuttavia aperto il problema dell'individuazione del giudice davanti al quale proporre l'opposizione agli atti esecutivi ove questa concerna la regolarità formale o la notifica del titolo esecutivo e, in particolare, ove il contribuente, di fronte al primo atto dell'esecuzione forzata tributaria (cioè all'atto di pignoramento), deduca [ ... leggi tutto » ]

Nuovo pignoramento a rettifica del precedente - nessuna efficacia nei confronti del terzo che nel frattempo ha acquistato l'immobile

Lilla De Angelis - 24 aprile 2017

Cosa accade se il creditore indica erroneamente, nell'atto di pignoramento notificato al debitore e nella nota di trascrizione, i dati identificativi dell'immobile pignorato e successivamente, su invito del giudice dell'esecuzione procede a regolarizzare la trascrizione, ma nel frattempo il debitore aliena l'immobile? A parere dei giudici della Corte di cassazione (sentenza 5780/2017) il nuovo pignoramento eseguito in rettifica del primo non può raccordarsi con quello di cui è stato emendato l'errore. Il nuovo pignoramento non è opponibile nei confronti del terzo che ha acquistato l'immobile, di proprietà del debitore esecutato, ma libero da vincoli, dopo il primo pignoramento (errato), ma [ ... leggi tutto » ]

Evizione - cosa succede quando il bene pignorato è oggetto di vendita giudiziale ma non appartiene al debitore

Piero Ciottoli - 19 novembre 2016

Come è noto, se un terzo fa valere il suo diritto di proprietà sulla cosa venduta e la sottrae a colui che l'ha comprata, si parla di evizione: in particolare, l'acquirente della cosa espropriata, se ne subisce l'evizione, può riottenere l'importo non ancora distribuito, mentre, se la distribuzione è già avvenuta può ottenere da ciascun creditore la parte che ha riscossa e dal debitore l'eventuale residuo, salva la responsabilità del creditore procedente per i danni e per le spese. Nell'ipotesi di evizione totale, il venditore deve normalmente risarcire al compratore il danno, costituito dalla restituzione del prezzo, dal rimborso delle [ ... leggi tutto » ]

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