Sentenze e ordinanze della corte di cassazione in tema di separazione e divorzio, assegnazione casa e assegno di mantenimento coniuge separato o divorziato

Azione revocatoria esperita dal coniuge beneficiario nei confronti del coniuge separato obbligato al mantenimento e inadempiente

Marzia Ciunfrini - 17 aprile 2017

Il codice civile stabilisce che l'azione revocatoria si prescrive in cinque anni dalla data dell'atto: tale norma deve essere interpretata nel senso che la prescrizione decorre dal giorno in cui dell'atto è stata data pubblicità ai terzi, in quanto solo da questo momento il diritto può esser fatto valere e l'inerzia del titolare protratta nel tempo assume effetto estintivo. Anche il credito eventuale, nella veste di credito litigioso, é idoneo a determinare, sia che si tratti di un credito di fonte contrattuale oggetto di contestazione in separato giudizio, sia che si tratti di credito risarcitorio da fatto illecito, l'insorgere della ...

Assegno divorzile: cosa accade quando il coniuge divorziato forma una nuova famiglia, anche di fatto » obblighi di mantenimento del figlio maggiorenne non convivente

Lilla De Angelis - 11 gennaio 2017

L'instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, anche di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell'assegno divorzile a carico dell'altro coniuge. Il relativo diritto non entra in stato di sospensione, ma resta definitivamente escluso. Infatti, la formazione di una famiglia di fatto come formazione sociale stabile e duratura in cui si svolge la personalità dell'individuo é espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l'assunzione piena del rischio di una cessazione ...

Omessa notifica dell'avviso di accertamento - una volta notificata la cartella esattoriale il contribuente può anche scegliere di contestare nel merito la pretesa dell'atto presupposto

Paolo Rastelli - 12 novembre 2016

In tema di riscossione a mezzo di cartella esattoriale, allorché il contribuente possa contestare sia la pretesa tributaria che la cartella come atto consequenziale, è rimessa al contribuente stesso la scelta di impugnare tale ultimo atto, deducendone ad esempio, la nullità per omessa notifica dell'atto presupposto, o contestando, in via alternativa, la stessa pretesa tributaria azionata nei suoi confronti. In entrambi i casi, la legittimazione passiva spetta all'ente titolare del credito tributario e non già al concessionario del servizio di riscossione, al quale, se è fatto esclusivo destinatario dell'impugnazione, incombe l'onere di chiamare in giudizio il predetto ente, se non ...

Precetto per il coniuge separato inadempiente rispetto agli obblighi di mantenimento dei figli - le spese straordinarie sostenute dal coniuge affidatario vanno documentate

Marzia Ciunfrini - 22 ottobre 2016

Il provvedimento con il quale, in sede di separazione, si stabilisce che il genitore non affidatario paghi pro quota le spese ordinarie per il mantenimento dei figli costituisce idoneo titolo esecutivo e non richiede un ulteriore intervento del giudice in sede di cognizione, ma ciò solo a condizione che il genitore creditore possa allegare e documentare l'effettiva sopravvenienza degli esborsi indicati nel titolo e la relativa entità. Allegazione e documentazione che va compiuta rispetto all'atto di precetto, e non già nel successivo e solo eventuale giudizio di opposizione all'esecuzione, per l'ovvia considerazione che il debitore deve essere messo in condizioni ...

Notifica del verbale di multa e cambio di residenza - da quando decorrono i 90 giorni

Giuseppe Pennuto - 23 agosto 2016

Le comunicazioni al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) del cambio di residenza ritualmente dichiarato dal proprietario all'anagrafe comunale (nel rispetto della procedura da seguire e con l'indicazione anche dei dati relativi alla patente ed ai veicoli di proprietà) debbano essere eseguite di ufficio a cura degli uffici anagrafici. Pertanto, ove la Pubblica Amministrazione non abbia proceduto all'aggiornamento dei relativi archivi, la notifica della contestazione effettuata al precedente indirizzo del contravventore risultante dagli archivi non aggiornati non può ritenersi correttamente eseguita. Il giorno dal quale decorre il termine di 90 giorni per la notifica del verbale di contestazione delle violazioni del codice ...

Incentivo all'esodo per ex coniuge obbligato - al coniuge divorziato beneficiario spetta il 40 per cento dell'importo riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro é coinciso con il matrimonio

Annapaola Ferri - 27 luglio 2016

Le somme corrisposte dal datore di lavoro, in aggiunta alle spettanze di fine rapporto, come incentivo alle dimissioni anticipate del dipendente (cosiddetti incentivi all'esodo) non hanno natura liberale né eccezionale, ma costituiscono reddito di lavoro dipendente, essendo predeterminate al fine di sollecitare e remunerare, mediante una vera e propria controprestazione, il consenso del lavoratore alla risoluzione anticipata del rapporto. Ora, come è noto , il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e in quanto titolare di assegno divorzile, ad una ...

Riduzione dell'assegno di separazione o divorzio - quando può essere accordata

Patrizio Oliva - 21 luglio 2016

Per orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità in tema di revisione delle condizioni di separazione o divorzio, il giudice non può procedere ad una nuova ed autonoma valutazione dei presupposti o dell'entità dell'assegno sul­la base di una diversa ponderazione delle condizioni economiche delle parti, ma, deve procedere nel pieno rispetto delle valutazioni espresse al momento dell'attribuzione dell'emolumento, limitandosi a verificare se, ed in che misura, le circostanze sopravvenute abbiano alterato l'equilibrio così raggiunto ed ad adeguare l'importo o lo stesso obbligo della contribuzione alla nuova situazione patrimoniale. Per la revisione delle condizioni di separazione o divorzio è necessario, insomma, porre ...

Il concetto di comoda divisibilità di un immobile in ambito giudiziale

Roberto Petrella - 15 luglio 2016

Il concetto di comoda divisibilità di un immobile postula, sotto l'aspetto strutturale, che il frazionamento del bene sia attuabile mediante determinazione di quote concrete suscettibili di autonomo e libero godimento, che possano formarsi senza dover fronteggiare problemi tecnici eccessivamente costosi e, sotto l'aspetto economico - funzionale, che la divisione non incida sull'originaria destinazione del bene e non comporti un sensibile deprezzamento del valore delle singole quote rapportate proporzionalmente al valore dell'intero, tenuto conto della normale destinazione ed utilizzazione del bene stesso. D'altra parte e, al contrario, in materia di divisione giudiziale, la non comoda divisibilità di un immobile, può ritenersi ...

Assegno di mantenimento figlio maggiorenne - nessuna restituzione in caso di una eventuale riduzione retroattiva dell'importo concessa dal giudice

Piero Ciottoli - 14 luglio 2016

Il carattere sostanzialmente alimentare dell'assegno di mantenimento a favore del figlio maggiorenne, in regime di separazione, comporta che la normale retroattività della statuizione giudiziale di riduzione al momento della domanda vada contemperata con i principi d'irripetibilità, impignorabilità e non compensabilità di dette prestazioni. Ne consegue che la parte che abbia già ricevuto, per ogni singolo periodo, le prestazioni previste dalla sentenza di separazione non può essere costretta a restituirle, nè può vedersi opporre in compensazione, per qualsivoglia ragione di credito, quanto ricevuto a tale titolo, mentre ove il soggetto obbligato non abbia ancora corrisposto le somme dovute, per tutti i ...

La formazione di un nuovo nucleo familiare può portare alla modifica delle condizioni stabilite nella separazione o nel divorzio

Marzia Ciunfrini - 14 luglio 2016

Se è vero che la giurisprudenza riconosce che la libertà di formare una nuova famiglia dopo la separazione o il divorzio costituisce l'espressione di un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione e dall'ordinamento sovranazionale e se è vero altresì che la stessa giurisprudenza non riconduce automaticamente alla formazione di un nuovo nucleo familiare l'effetto di determinare una riduzione degli oneri di mantenimento dei figli nati precedentemente alla nuova unione familiare è altresì pacifico che la formazione di una nuova famiglia e la nascita di figli dal nuovo partner, determinando la nascita di nuovi obblighi di carattere economico, deve essere valutata come ...

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