Sembrava che l'estratto di ruolo fosse autonomamente impugnabile

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Fra gli atti impugnabili elencati nell'articolo 19 del Decreto Legislativo numero 546/92, figura anche il «ruolo». Sembrava dunque che il ruolo, di per sé solo, fosse autonomamente impugnabile.

In proposito la Corte di Cassazione, con la sentenza del 19.01.2010 numero 724, ha affermato che "l'articolo 19 del sopra citato decreto legislativo prevede l'impugnazione sia della cartella che del ruolo".

Tale precisazione rende del tutto evidente che l'impugnazione è ammissibile non solo nei confronti della cartella, ma anche contro l'estratto di ruolo che altro non è che una riproduzione di una parte del ruolo.

Quanto scritto, tuttavia, non basta per affermare l'autonoma impugnabilità del ruolo. Tale sentenza, infatti, deve essere letta secondo i principi generali che regolano il processo tributario. In particolare, va ricordato che il processo tributario è di natura "impugnatoria". In altre parole con esso il ricorrente mira ad ottenere l'annullamento di un atto lesivo dei propri diritti. Ne consegue che potranno essere impugnati solamente quegli atti idonei a produrre una lesione effettiva per il cittadino.

Per quanto riguarda il ruolo, questo, finché non viene notificato al contribuente (e ciò avviene con la notifica della cartella esattoriale), non produce alcun effetto nei suoi confronti. Ne consegue che il contribuente, che sia venuto a conoscenza della propria posizione debitoria attraverso una richiesta di accesso agli atti e visione dell'estratto di ruolo, non potrà impugnare quest'ultimo ma dovrà attendere la notifica della cartella esattoriale (che vale anche come notifica del ruolo).

In tal senso si è espressa la Commissione Tributaria Regionale della Puglia, secondo cui: "La copia dell'estratto di ruolo, non rappresentando un atto ricettizio dell'Amministrazione finanziaria contenente una specifica e definitiva pretesa tributaria capace di incidere irrimediabilmente nella sfera patrimoniale del contribuente, non è suscettibile di autonoma impugnazione" (sentenza del 18 dicembre 2009, numero 167).

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