Dubbi e perplessità riguardo la notifica delle cartelle esattoriali tramite posta elettronica certificata

Ecco quali sono dubbi e perplessità riguardo la notifica delle cartelle esattoriali tramite posta elettronica certificata.

La nuova procedura di notifica via pec di Equitalia, essendo telematica, presenta ovviamente notevoli criticità in ordine alla validità della notifica, per effetto delle molteplici variabili che si potrebbero presentare.

Infatti, già nel periodo in cui Equitalia, in maniera facoltativa, notificava via PEC le cartelle esattoriali alle imprese, si sono riscontrate una serie di inefficienze, ad esempio nel caso di caselle di pec non attive e per le quali non erara stato segnalato il cambio di indirizzo.Ciò ha determinato che su circa 2,5 milioni di cartelle notificabili via PEC, solo 1 milione sono state trasmesse con successo.

La normativa tuttavia, ha previsto alcuni chiarimenti su possibili e probabili criticità che si potrebbero riscontrare.

Ad esempio, in caso di indirizzo PEC non valido o inattivo, Equitalia invierà la cartella esattoriale telematicamente alla Camera di Commercio competente per territorio e questa sarà sempre reperibile on line in un'apposita sezione del sito internet della medesima.

Stessa procedura nel caso in cui la casella PEC risulti satura dopo almeno due tentativi di notifica, distanziati di 15 giorni.

In ogni caso, il contribuente riceverà comunicazione dell'avvenuto deposito telematico in Camera di Commercio a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento.

La giurisprudenza però non sembra essere molto d'accordo con la nuova procedura telematica di notifica a mezzo pec delle cartelle esattoriali.

Due recenti sentenze del 2016 infatti, la n. 611 del 26/02/2016 della Commissione tributaria provinciale di Lecce e la n. 1817 del 12/05/2016 della Commissione tributaria provinciale di Napoli, hanno dichiarato nulla la notifica attraverso la nuova procedura, a discapito di quanto sostenuto dalla legge.

Entrando nello specifico delle sentenze, viene affermato come la notifica a mezzo PEC non offrirebbe le stesse garanzie di una raccomandata tradizionale dal momento che ad essere trasmesso al contribuente non sarebbe l'originale della cartella di pagamento, ma solo una sua copia informatica, peraltro priva di qualsiasi attestazione di conformità apposta da un pubblico ufficiale.

La Pec non fornirebbe, inoltre, piena prova dell'effettiva consegna del documento al destinatario; ciò in quanto, diversamente dal sistema tradizionale di notifica cartaceo, ove tale circostanza è assicurata dalla presenza di un pubblico ufficiale, la PEC attesterebbe la sola disponibilità del documento nella casella telematica del contribuente, senza alcuna prova certa dell'avvenuta lettura.

5 agosto 2016 · Gennaro Andele

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