Cartelle esattoriali originate da multe » Il debito non si eredita

Cartelle esattoriali originate da multe: l'agente della riscossione non può richiedere il pagamento del debito di una persona deceduta ai suoi eredi.

Molto spesso, alla morte di un parente caro, gli eredi, presi dalle numerose scartoffie che una successione comporta, e spesso distratti dal dolore per la perdita, non facciano molta attenzione alle richieste dell'Agente di Riscossione e paghino senza troppe domande, confidando, comunque, sull'esistenza di un patrimonio attivo con cui far fronte ai debiti.

Per cominciare, è bene chiarire un aspetto fondamentale: quando una cartella esattoriale arriva a un genitore defunto, l'errore più comune dei familiari è di accettare la cartella e di non respingerla facendovi mettere dal postino la dizione destinatario defunto, possibilmente con l'esibizione di un certificato di morte.

Lo stesso bisognerebbe fare se la cartella esattoriale è recapitata da un messo comunale o da un Vigile, i quali potranno approfondire chiedendo se ci sono eredi. Se nessuno ha ereditato qualche cosa, è necessario rispondere che non ci sono eredi. A questo punto la cartella ritorna all'ufficio mittente.

Attenzione però. Non tutto è dovuto a Equitalia e ben farebbero gli eredi a leggere il dettaglio indicato nelle cartelle esattoriali.

È infatti possibile ottenere lo sgravio di numerosi importi, posto che, per legge, le somme dovute a titolo di sanzioni non si trasmettono mai agli eredi.

Se si tratta di una sanzione amministrativa non fiscale, per esempio una contravvenzione stradale, la cartella deve essere archiviata, perché l'articolo 7 della legge numero 689/1981 vieta espressamente la trasmissibilità di ogni sanzione amministrativa agli eredi.

Ma allora come ci si deve comportare in tali casi? Equitalia può aggredire in qualche maniera le disponibilità liquide per il pagamento delle cartelle?

Come chiarito, la legge stabilisce che l'obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi.

La disposizione vale per tutte le violazioni diverse da quelle tributarie, e quindi anche per le contravvenzioni al codice della strada.

Da ciò ne conviene che Equitalia, alla quale basta esibire l'atto di morte del trasgressore per far annullare le cartelle recanti le anzidette sanzioni, non può aggredire in nessuna maniera le disponibilità liquide per coprire le cartelle esattoriali originate da multe.

Se invece si tratta di un tributo o del bollo auto (nessuno si ricorda che la macchina del defunto inutilizzata deve comunque pagare il bollo), l'ufficio tributario dovrebbe verificare se ci sono eredi che hanno effettivamente ereditato. Ma non lo fa mai perché se ne infischia e quindi verifica semplicemente, attraverso il collegamento telematico con l'anagrafe, se il defunto ha coniuge, figli o fratelli: a uno di questi, scelto a caso, invia di nuovo la cartella esattoriale.

Può farlo sia perché la legge consente di rivalersi su uno qualsiasi dei potenziali eredi (il quale a suo volta dovrà poi darsi da fare con gli altri per recuperare quanto pagato), sia perché sta all'interessato dimostrare che non ha ereditato qualcosa.

18 luglio 2014 · Gennaro Andele

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