Cartelle esattoriali di equitalia » I trucchi più comuni per impugnarle

Quali sono gli espedienti e i trucchi più comuni per poter impugnare le cartelle esattoriali? Vediamoli insieme nel prosieguo dell'articolo.

La raccomandata più odiosa che potete ricevere? Quella relativa alla notifica di una o più cartelle esattoriali. Una visita inaspettata e molto scomoda.

Vi forniamo, allora, un piccolo prontuario contente consigli e trucchi su come impugnare le famigerate cartelle di pagamento.

I tempi di impugnazione delle cartelle esattoriali

Il primo punto da analizzare è quello relativa ai tempi. Non si può impugnare una cartella in qualsiasi momento, a parte per rari e gravi casi di invalidità che rendono l'atto completamente inesistente, ma esistono dei termini di scadenza.

In breve, possiamo schematizzare e dire che:

  1. Se la cartella si riferisce a sanzioni per violazioni del codice della strada, il debitore ha a disposizione:
    1. trenta giorni per impugnarla, di fronte al Giudice di Pace del luogo della violazione, se il motivo dell'impugnazione è la mancata notifica del verbale;
    2. venti giorni di tempo, dinanzi al Tribunale quale Giudice dell'esecuzione, se il motivo dell'impugnazione è qualche vizio formale della cartella stessa (ad esempio, mancanza di firma della cartella, mancanza delle indicazioni del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo o di compilazione della cartella ecc.);
    3. non avrà limiti di tempo per impugnarla, davantii al Giudice di Pace del luogo in cui la cartella è stata notificata, qualora il contribuente eccepisca la prescrizione dell'importo per decorso di oltre cinque anni dalla notifica del verbale.
  2. Se la cartella, invece, si riferisce a contributi previdenziali Inps o Inail, il debitore ha a disposizione:
    1. quaranta giorni di tempo per impugnarla (dinanzi al Tribunale del lavoro del luogo di residenza del contribuente) se il motivo di impugnazione si riferisce a vizi relativi al ruolo (tipico vizio è l'iscrizione a ruolo dell'importo al di là dei termini di decadenza previsti dalla legge);
    2. venti giorni di tempo per proporre opposizione (dinanzi al Tribunale del Lavoro come sopra) se eccepirà vizi formali relativi alla cartella;
    3. non avrà limiti di tempo, invece, se verrà sollevata l'eccezione di prescrizione del credito previdenziale (sempre dinanzi al Tribunale, sezione lavoro).
  3. Concludendo, se la cartella si riferisce a tasse o tributi statali o comunali, il cittadino avrà solo e sempre sessanta giorni di tempo per impugnarla qualunque sia il vizio che vorrà sollevare e dovrà farlo dinanzi alla Commissione tributaria provinciale del luogo in cui ha sede l'Ente creditore.

Da notare bene che tutti i termini previsti per l'impugnazione delle cartelle esattoriali decorrono dalla data in cui la cartella viene recapitata al contribuente, oppure, in caso di temporanea assenza, dal giorno in cui lo stesso recupera il piego giacente presso l'ufficio postale.

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