I tempi di prescrizione per le cartelle esattoriali di equitalia a seconda del tipo di tributo

Vediamo quali sono i tempi di prescrizione per le cartelle esattoriali di equitalia, sempre a seconda del tipo di tributo.

Come accennato, il termine di prescrizione dei debiti con Equitalia varia a seconda del tipo di tributo richiesto nelle cartelle esattoriali.

Ma, comunque, non è mai superiore a 10 anni.

Quindi, ad esempio, se delle cartelle esattoriali richiedono il versamento per tributi di undici fa, e non c'è stata alcuna interruzione della prescrizione, le stesse non vanno onorate.

Di seguito si riportano i termini di prescrizione in base alla natura del credito riportato nelle cartelle esattoriali:

  • Canone Rai ( imposta sulla tv): i termini di prescrizione sono di 10 anni
  • Imposta ipocatastale: i termini di prescrizione sono di 10 anni
  • Imposta di registro: i termini di prescrizione sono di 10 anni
  • IVA: i termini di prescrizione sono di 10 anni
  • IRPEF: i termini di prescrizione sono di 10 anni
  • IRAP: i termini di prescrizione sono di 10 anni
  • Diritti Camera Commercio: i termini di prescrizione sono di 10 anni
  • TASI: i termini di prescrizione sono di 5 anni
  • IMU: i termini di prescrizione sono di 5 anni
  • ICI: i termini di prescrizione sono di 5 anni
  • TARI (imposta sui rifiuti): i termini di prescrizione sono di 5 anni
  • Contributi INPS: i termini di prescrizione sono di 5 anni
  • Contributi INAIL: i termini di prescrizione sono di 5 anni
  • TOSAP: i termini di prescrizione sono di 5 anni
  • Contravvenzioni del Codice della Strada: i termini di prescrizione sono di 5 anni
  • Bollo auto: i termini di prescrizione sono di 3 anni

Chiariamo però una questione, fondamentale.

Per la cartella esattoriale può intervenire una prescrizione quinquennale (prescrizione breve) ed una decennale (prescrizione lunga).

La Corte di Cassazione ha avuto modo di rilevare che la cartella di pagamento è un atto amministrativo che risulta privo dell'attitudine a modificare il termine di prescrizione con la conseguenza che il precedente termine prescrizionale di cinque anni ricomincia nuovamente a decorrere dalla notifica della cartella (sentenza della Corte di Cassazione n.12263 del 25/05/2007).

Una eccezione è però rappresentata dalla cartella esattoriale emessa per la riscossione dei crediti erariali.

Secondo la Cassazione, infatti, i crediti erariali non possono considerarsi “prestazioni periodiche”, in quanto derivano anno per anno da una nuova ed autonoma valutazione riguardo alla sussistenza dei presupposti impositivi.

In altre parole, i singoli periodi di imposta e le relative obbligazioni sono tra loro autonomi e manca dunque la “causa debendi continuativa”, che caratterizza le prestazioni periodiche.

Per le cartelle esattoriali originate da crediti erariali (IRPEF, IVA, IRAP) vale, quindi, il termine lungo di dieci anni, in mancanza di altra disposizione speciale (Cassazione, sezione tributaria civile, sentenza 23 febbraio 2010, n. 4283).

Pertanto, la prescrizione della cartella esattoriale è decennale:

  • qualora ci si trovi dinanzi ad una sentenza passata in giudicato (si veda l'art. 2953 cc). In tal caso il termine di prescrizione muta da quello ordinario precedente (breve - quinquennale) - previsto per il singolo tributo - in quello decennale;
  • quando la cartella esattoriale è emessa per la riscossione di crediti erariali;

Diversamente la notifica della cartella non fa altro che interrompere il precedente termine di prescrizione. il quale ricomincerà a decorrere dal giorno successivo a quello di notifica.

In conformità ad un tale approccio, il termine di prescrizione della cartella esattoriale potrebbe essere triennale in quanto interrompe il precedente termine decadenziale (triennale) dell'avviso di accertamento per la tassa automobilistica.

Tuttavia, poiché tale termine decadenziale varia da regione a regione, e poiché la Cassazione si riferisce unicamente a prescrizione breve quinquennale e prescrizione lunga decennale per le cartelle esattoriali, per non complicare la questione, possiamo assumere come quinquennale il termine massimo certo per la prescrizione della cartella esattoriale originata dal mancato pagamento del bollo auto.

Ancora, possiamo osservare una volta che la cartella esattoriale sia stata notificata nei termini, basta una semplicissima intimazione al pagamento per rinnovare il termine di prescrizione.

Nella pratica, cioè, solo un guasto ai sistemi informativi o agli applicativi per la gestione dello scadenzario può condurre alla prescrizione di una o più cartelle esattoriali.

Tenuto conto che per la notifica della intimazione di pagamento si perfeziona anche per compiuta giacenza, nell'eventuale temporanea irreperibilità del destinatario e/o dei soggetti legittimati a ritirarla.

Potrebbe, inoltre,succedere – anzi, è questa la regola – che, all'interno della stessa cartella, vengano chiesti importi per differenti causali.

Ad esempio, la stessa cartella potrebbe imporre il pagamento di bollo auto, sanzioni per multe stradali, Irpef e Iva.

In tal caso, il termine di prescrizione resta autonomo per ciascun tributo.

Con la conseguenza che una parte della cartella (quella per il bollo auto) si prescriverà prima delle altre (ossia già dopo 3 anni); una seconda parte (quella per le multe) scadrà allo scoccare del quinto anno; infine i restanti importi si prescriveranno dopo 10 anni.

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su i tempi di prescrizione per le cartelle esattoriali di equitalia a seconda del tipo di tributo.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.