Cartella esattoriale da equitalia - Il ricorso e la sospensione [Commento 1]

  • eug68 19 febbraio 2013 at 12:37

    Salve,
    ho letto un pò le faq e ho trovato già qualche risposta, però visto che il mio caso ha della caratteristiche peculiari lo espongo per avere un consiglio più calzante.

    Il 14/6/2007 viene notificato al portiere del condominio di mia attuale residenza un verbale per infrazione al codice della strada commessa il 16/3/2007. La notifica mi viene confermata con ulteriore raccomandata.
    Io effettuo il pagamento negligentemente il 14/08/2007 e quindi il 62 giorno di calendario dopo la notifica.

    Premetto che io risiedo ufficialmente nella mia attuale residenza dal novembre del 2004.
    I primi di agosto del 2010 mio fratello, in quel periodo domiciliato in un appartamento dei miei genitori mia precedente residenza dal 1995 al 2004, mi consegna un plico raccomandata a.r. di Equitalia trovato da lui nella buca delle lettere che indica esclusivamente il mio cognome (e anche il suo e quello di mio padre!!). Il portiere di quel condominio non ricorda di aver firmato nulla, ma che probabilmente ha preso il plico insieme alla posta di mio fratello, diffido verbalmete il portiere a ricevere qualsiasi mia corrispondenza a quel recapito.. La raccomandata contiene una cartella di pagamento relativa agli addebiti per sanzione amministrativa per pagamento oltre i termini di legge l.689/81 e maggiorazione rit pag l.689/81 + compensi di riscossione. Non ricevo alcuna comunicazione circa la notifica della raccomandata a chicchessia nè a quel recapito nè al mio indirizzo di residenza!!!
    Io, ormai trascorsa l'estate, informalmente mi reco all'Ufficio di Equitalia e chiedo informazioni circa la relata di notifica, che mi rispondono non essere caricata a sistema. Che quindi attualmente la raccomandata risulta NON NOTIFICATA.
    La cosa mi tranquillizza, metto tutto da parte, e attendo sicuro che mi arriverà qualcosa al mio indirizzo di residenza attuale.
    Aspettativa delusa perchè i primi di febbraio c.a. mio padre, proprietario dell'appartamento (mio fratello non è più domiciliato lì) mi consegna una busta di posta normale, trovata sempre nella buca delle lettere, di Equitalia contenente un sollecito di pagamento per la cartella "fantasma" del 2010, naturalmente con importi lievitati per il tempo passato.
    In effetti potrei non aver ricevuto nessuna delle due corrispondenze, visto che nessuno era tenuto a consegnarmele ed accorgermi della presenza della cartella solo se comunicatami al mio indirizzo attuale di residenza o peggio a seguito di provvedimento di blocco amministrativo!!!
    Cosa mi consigliate di fare??
    Grazie
    Eugenio Simoni

    • Annapaola Ferri 19 febbraio 2013 at 13:23

      Lo scenario più verosimile è quello per cui non esiste relata della presunta notifica perfezionata nell'agosto 2010. L'ultima ingiunzione di pagamento del febbraio 2013 non fa testo, essendo stata inviata per posta semplice e conferma, se non altro, che nel sistema informativo di Equitalia qualcuno ha, a suo tempo, inserito un indirizzo di residenza errato.

      Posta in questi termini la questione è assai semplice: c'è un soggetto che non ha mai ricevuto notifica della cartella esattoriale in seguito al mancato pagamento di una multa per violazione del codice della strada (un pagamento effettuato in ritardo equivale al pagamento non effettuato).

      Equitalia avrebbe dovuto notificare la cartella esattoriale entro il 14 agosto 2012 (cinque anni - giorno più, giorno meno, tenendo conto della data di notifica del verbale e dei 60 giorni necessari per appurare che lei non aveva adempiuto). Dagli atti non risulta che Equitalia abbia proceduto in tal senso.

      Cosa accadrà adesso? Presumibilmente verranno avviate nei suoi confronti le azioni esecutive per la riscossione coattiva dell'importo iscritto a ruolo: fermo amministrativo, pignoramento dello stipendio o del conto corrente.

      Nel momento in cui le verrà notificata (correttamente) l'azione esecutiva intrapresa nei suoi confronti, lei dovrebbe, con il supporto di un avvocato, presentare ricorso al giudice di pace in qualità di giudice per l'esecuzione ex art. 615 c.p.c. (opposizione all'esecuzione).

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