Cartella esattoriale - proposte nuove soglie minime di debito per fermo amministrativo ed iscrizione ipotecaria [Commento 5]

  • gianni panuccio 20 giugno 2011 at 11:54

    Con l'emendamento in discussione al Parlamento vengono introdotte novità significative per gli addetti alla riscossione privati iscritti all'albo previsto dall'articolo 53 del Dlgs 446/97, comprese le società miste costituite dai Comuni.

    Si prevede, infatti, che per questi soggetti non operino più le possibilità di accesso alle informazioni necessarie per poter effettuare la riscossione coattiva e gestire le attività esecutive. Infatti, tutto l'impianto normativo che avrebbe dovuto consentire l'accesso diretto o mediato a informazioni essenziali viene ridimensionato per i Comuni e le loro aziende e reso non disponibile per tutti gli altri operatori. Sembrerebbe, a una prima lettura, che questi soggetti non abbiano più alcun accesso privilegiato a informazioni relative ai propri debitori e quindi possano acquisirle come un qualsiasi privato, con le relative difficoltà e con tutti gli oneri conseguenti. Una fonte informativa indiretta potrebbe essere costituita dal Comune committente, ma anche in questo caso non sono escluse notevoli difficoltà determinate dall'obbligo del rispetto delle norme sulla riservatezza dei dati personali.

    Il secondo aspetto riguarda invece l'esclusione della possibilità di utilizzare le procedure e gli strumenti di esecuzione forzata previsti dal Dpr 602/73, ma di poter utilizzare esclusivamente le procedure previste dal Rd 639/1910. Il primo aspetto evidente è che i riscossori privati non potranno utilizzare strumenti come il fermo auto e l'accesso diretto al pignoramento di beni mobili (compresi stipendio o crediti) presso terzi. Le procedure previste dal Rd 639/10, che peraltro risultano quasi inutilizzate da oltre vent'anni, sono quelle classiche del pignoramento mobiliare e del pignoramento immobiliare. Appaiono, dal punto di vista formale, del tutto simili a quelle stabilite dal Dpr 602/73, ma sono molto più complesse e onerose dal punto di vista procedurale, in quanto richiedono l'intervento dell'ufficiale giudiziario e, nel caso degli immobili, del giudice.

    Anche la vendita dei beni pignorati appare molto più complessa ed onerosa.

    Sicuramente preoccupante è l'impatto che l'emendamento avrà sui contratti in essere e sulle procedure di gara da mettere in cantiere per fine anno. La maggior parte dei contratti in essere è basata su una remunerazione ad aggio con minimo garantito per il Comune. A fronte di un provvedimento che riduce drasticamente gli strumenti e le informazioni per gli atti esecutivi e amplia in maniera sostanziale le tempistiche, i concessionari si troveranno sicuramente in difficoltà a rispettare i livelli di riscossione.

    Sorprendente appare poi la discriminazione nei confronti delle società miste. La partnership pubblico/privato è stata voluta dalla Commissione europea, che la considera una delle soluzioni preferibili, e il fatto che vi siano stati episodi negativi non può giustificare l'intervento.

    Se le proposte di emendamento diventeranno legge, i Comuni che ritengono l'esternalizzazione l'unica soluzione percorribile potrebbero affidare all'esterno solo le attività di supporto alla riscossione coattiva e alle azioni esecutive, mantenendo la titolarità della funzione e quindi la possibilità di accedere alle informazioni e di utilizzare le procedure del Dpr 602/73. Una soluzione con qualche complicazione e che richiede un controllo costante del Comune su tutte le attività sviluppate dall'appaltatore.

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