Cartella esattoriale - proposte nuove soglie minime di debito per fermo amministrativo ed iscrizione ipotecaria [Commento 4]

  • giovanni dell'oste e cristiano parente 20 giugno 2011 at 11:49

    Ci sono volute le proteste di piazza per risvegliare l'attenzione del Parlamento sulla riscossione delle tasse. A pochi giorni dal 1° luglio - anno zero dell'accertamento esecutivo - la commissione Finanze della Camera ha messo a punto un pacchetto di emendamenti che puntano a riequilibrare i rapporti di forza tra esattori e contribuenti, ma non accontentano i professionisti e le categorie produttive.

    L'esame in Aula delle correzioni al decreto Sviluppo è in calendario da domani. L'impressione, però, è che questa volta il fisco voglia tirare dritto sul principio del solve et repete. Come dire: «Ti accuso di aver evaso le imposte: prima paga, poi ne parliamo».
    Con gli avvisi di accertamento esecutivi, una volta ricevuta la notifica, il presunto evasore avrà solo 60 giorni di tempo per decidere se pagare o fare ricorso. E anche in questo secondo caso non potrà temporeggiare troppo a lungo: potrà chiedere la sospensione del versamento, ma se il giudice tributario non gli dirà di sì entro 180 giorni, sarà costretto a saldare il debito. Con le buone o con le cattive, subendo ad esempio un pignoramento sul conto corrente.

    Il problema è che le commissioni tributarie sono molto lente a concedere la sospensione, anche per il timing imposto dalle norme processuali. L'unica statistica disponibile dice che ci vogliono in media 184,6 giorni. Ma è facile intuire che i tempi possono essere molto più lunghi. E il dato, oltretutto, non tiene conto del prevedibile boom di richieste che arriveranno sul tavolo dei giudici dal 1° luglio in poi.
    Nei giorni scorsi era circolata l'ipotesi di applicare il silenzio-assenso alle istanze di sospensiva. Una soluzione che, di fatto, avrebbe rinviato il pagamento almeno fino alla sentenza di primo grado. Scartata questa ipotesi, rimangono le misure proposte contro i giudici-lumaca: il ritardo è illecito disciplinare, può causare la rimozione dall'incarico in caso di recidiva e deve essere segnalato alla Corte dei conti per l'eventuale danno erariale. Provvedimenti, questi ultimi, sicuramente efficaci contro la scarsa produttività dei singoli magistrati, ma non adatti a contrastare i problemi strutturali della giustizia tributaria.

    L'unico alleggerimento, per chi viene accusato di aver evaso le tasse, è la possibilità di pagare di meno - un terzo anziché la metà - contenuta in un altro degli emendamenti al decreto. Così, chi riceverà un avviso da 1.500 euro e non otterrà la sospensiva in tempo utile, dovrà pagare 500 euro anziché 750, in attesa di capire se la pretesa del fisco era fondata o no.

    Il testo licenziato dalle Commissioni contiene poi altre misure che ridisegnano la riscossione, alleviando alcuni dei punti più contestati. Come ad esempio il blocco dell'anatocismo fiscale, in base al quale gli interessi sui tributi possono generare altri interessi. O come il divieto di ipotecare l'abitazione principale per un debito tributario inferiore a 20mila euro. O, ancora, come lo stop alle "ganasce fiscali" per gli importi fino a 2mila euro, che potranno essere riscossi solo dopo due avvisi postali, inviati ad almeno sei mesi di distanza l'uno dall'altro.

    Proprio lo strumento del preavviso - esteso anche alle ipoteche - diventa uno dei punti salienti del nuovo fair play tra Equitalia e i contribuenti, insieme alla maggiore facilità di diluire il debito. Non è un caso che lo stesso direttore delle Entrate, Attilio Befera, abbia citato alla Camera il dato di 1,14 milioni di rateazioni concesse.

    Le nuove regole, del resto, arrivano dopo una stagione di forti proteste nei confronti degli esattori, a partire da quella dei pastori sardi. Proteste che riflettono i risultati della riscossione: è innegabile che negli ultimi anni lo Stato abbia recuperato di più e meglio rispetto al passato con 9,1 miliardi nel 2010 contro 6,9 nel 2008. Merito di Equitalia, che si è rivelata più incisiva dei suoi predecessori. E degli strumenti legislativi, che sono stati potenziati o, semplicemente, utilizzati di più. Valga per tutti il caso dei pignoramenti presso terzi (cioè le banche), balzati l'anno scorso a 133mila.

    Tra crisi economica ed esigenze di finanza pubblica, chi scrive le leggi (e ancora di più chi le applica) si muove su uno strato di ghiaccio molto sottile. Per rendersene conto basta leggere il Rapporto di coordinamento della finanza pubblica della Corte dei conti. È vero che gli importi riscossi sono aumentati, ma le principali possibilità di recupero legate alla migliore gestione dei vecchi debiti ormai sono state sfruttate. Inoltre - rilevano i giudici contabili - il grosso delle maggiori entrate tributarie inserite nel bilancio di previsione dipende dalla lotta all'evasione. Tenere alta la guardia sul fronte della riscossione, quindi, significa "avverare" le ipotesi di incasso, evitando di dover alzare le tasse ai contribuenti onesti o fare altri tagli alla spesa pubblica.

    Le modifiche all'esame dell'Aula

    TEMPI PIÙ LUNGHI

    La richiesta di sospensiva sugli avvisi di accertamento esecutivi che scatteranno dal prossimo 1° luglio va verso un congelamento dell'obbligo di pagamento per un periodo più lungo. Gli emendamenti al Dl Sviluppo puntano a estendere la tutela dai 120 giorni attualmente previsti a 180. Dopodiché, se il giudice non ha ancora deciso sull'istanza proposta, il contribuente sarà chiamato a pagare

    CASA A RISCHIO OLTRE 20MILA EURO

    Rimodulate le soglie di debito oltre le quali l'agente della riscossione può ipotecare la casa e gli altri immobili del contribuente: 8mila euro è l'importo base a partire dal quale può scattare l'ipoteca, che sale però a 20mila euro se la casa è l'abitazione principale del contribuente o se il debito con il fisco è contestato (o ancora contestabile) davanti a una commissione tributaria. Gli stessi importi valgono come limite per l'espropriazione immobiliare: con un debito sotto i 20mila euro, quindi, non si potrà perdere la prima casa.

    BOCCIATO L'ANATOCISMO FISCALE

    La commissione Finanze della Camera ha messo nel mirino il fenomeno degli incrementi di interessi sugli interessi, il cosiddetto anatocismo fiscale. Uno degli emendamenti propone di applicare gli interessi di mora - al tasso determinato ogni anno dal ministero dell'Economia e delle finanze - solo sulle somme iscritte a ruolo. Sarebbero escluse, in questo modo, le sanzioni pecuniarie tributarie e gli interessi

    INTERESSI PIÙ CONTENUTI

    Oltre allo stop all'anatocismo fiscale, è in arrivo un taglio agli interessi applicati al versamento, alla riscossione e al rimborso dei tributi. Oggi il ministero dell'Economia può fissare un tasso - anche differenziato - fino al 3% più alto del saggio legale di interesse individuato in base all'articolo 1284 del Codice civile. La proposta di modifica riduce questo "spread" all'1 per cento

    GLI ACCERTAMENTI NON DEFINITIVI

    Gli emendamenti mirano a ridurre le somme da iscrivere provvisoriamente a ruolo se l'accertamento non è ancora definitivo. È quanto avviene, ad esempio, in caso di impugnazione. Se la norma entrerà in vigore, anche per gli accertamenti esecutivi dal 1° luglio bisognerà pagare non più la metà, ma un terzo di quanto dovuto (salvo poi saldare il resto quando se l'atto diventerà definitivo)

    IL PREAVVISO DI IPOTECA

    Niente più ipoteche a sorpresa. Con gli emendamenti si punta a estendere l'esperienza dei preavvisi di fermo anche ad altre misure cautelari. Se la norma andrà in porto, l'agente della riscossione prima di iscrivere ipoteca sui beni immobili del contribuente, dovrà preallertare il diretto interessato. L'agente sarà chiamato a inviare una comunicazione con l'avviso che, in assenza di pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni, si procederà con l'iscrizione dell'ipoteca

    DOPPIO SOLLECITO PER I DEBITI MINORI

    Si va verso un allentamento delle "ganasce fiscali". Se passa l'emendamento, in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti fino a 2mila euro, le azioni cautelari ed esecutive dovranno essere precedute dall'invio per posta ordinaria di due solleciti di pagamento, distanziati di almeno sei mesi. La norma, comunque, riguarda solo le procedure che saranno avviate dopo l'entrata in vigore della legge di conversione

    CANCELLAZIONE GRATUITA DEL FERMO

    Tra gli emendamenti al Dl Sviluppo spunta anche un'agevolazione per chi ha subìto un fermo amministrativo su beni mobili registrati (come, ad esempio, auto, barche e aerei). Una volta approvata la modifica, in caso di cancellazione del fermo, il contribuente non sarà più tenuto al pagamento di spese né all'agente della riscossione né all'Aci-Pra o ai gestori degli altri pubblici registri

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