Cartella esattoriale per omesso versamento tributi - non obbligatoria comunicazione di iscrizione a ruolo [Commento 1]

  • Ludmilla Karadzic 24 maggio 2012 at 16:52

    L'obbligo di comunicazione di cui all'art. 54-bis del DPR n. 633 del 1972 sussiste per il caso in cui emerga un risultato diverso rispetto al dichiarato, ovvero un'imposta o una maggiore imposta. Tale comunicazione è differente e, per certi aspetti, più ristretta rispetto a quella del sopravvenuto art. 6, comma 5, della legge n. 212 del 2000 (Statuto dei diritti del contribuente) la cui previsione di obbligo di contraddittorio preventivo, per il caso di iscrizioni a ruolo derivanti da liquidazione di tributi risultanti da dichiarazioni, è soggetta ad una condizione (sussistenza di “incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione”) che non è prevista dall'art. 54-bis del DPR n. 633 del 1972.

    Questa la sintesi della sentenza della Corte di Cassazione del 23 maggio 2012.

    Il principio. In caso di imposte dichiarate ma non versate, è valida la cartella di pagamento non preceduta dalla notifica al contribuente dell'avviso bonario.

    La sentenza. Il suddetto principio di diritto è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza numero 8137, pubblicata ieri, 23 maggio 2012.

    La controversia ha riguardato i seguenti fatti. La Commissione Tributaria Regionale della Calabria, all'esito del giudizio d'appello, confermava la sentenza di primo grado, con la quale era stata annullata la cartella di pagamento notificata da Equitalia, a seguito di controllo formale della dichiarazione fiscale nel 2002, per l'anno d'imposta 2001, in relazione all'IRAP all'IRPEF e all'IVA. Alla base della decisione, il mancato invio al contribuente dell'invito bonario previsto dall'art. 6, L. 212/2000.

    Avverso la decisione della C.T.R., proponeva ricorso Equitalia, muovendo due censure, entrambe ritenute fondate dagli Ermellini. In particolare, il Concessionario ha lamentato: - la violazione della Legge 212/2000, art. 6, co. 5, posto che la comunicazione dell'esito della liquidazione si rende necessaria solo se dal controllo automatico emerga un risultato differente da quello dichiarato, il che non avviene qualora il Fisco si limiti alla riscossione “d'imposte dichiarate e non versate”; - la violazione del d.P.R. 600/73, art. 36bis, comma 3, atteso che detta disposizione non prescrive alcuna conseguenza in caso di omissione della comunicazione di irregolarità.

    Il Collegio di Piazza Cavour, dando continuità a un orientamento oramai granitico, ha affermato che “l'emissione della cartella di pagamento con le modalità previste dagli artt.36 bis, comma 3, del d.p.r. n. 600 del 1973 (in materia di tributi diretti) e 54bis, comma 3, del d.p.r. n. 633 del 1972 (in materia di IVA) non è condizionata dalla preventiva comunicazione dell'esito del controllo al contribuente, salvo che il controllo medesimo non riveli l'esistenza di errori essendovi, solo in tale ipotesi di irregolarità riscontrata nella dichiarazione, l'obbligo di comunicazione per la liquidazione d'imposta, contributi, premi e rimborsi” (Cass. 17396/2010); inoltre “è legittima la cartella di pagamento che non sia preceduta dalla comunicazione dell'esito della liquidazione, prevista dal comma 3 dell'art. 36 bis d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600 sia perché la norma non prevede alcuna sanzione, in termini di nullità, per il suo inadempimento, sia perché tale comunicazione, avendo la funzione di evitare al contribuente la reiterazione di errori e di consentirgli la regolarizzazione di aspetti formali, è un adempimento rivolto esclusivamente ad orientare il comportamento futuro dell'interessato ed esula, quindi, dall'ambito dell'esercizio del diritto di difesa e di contraddittorio nei confronti dell'emittenda cartella di pagamento” (Cass. 26361/2010).

    Il rigetto. Alla luce dei richiamati precedenti giurisprudenziali, la Sezione Tributaria ha cassato senza rinvio la sentenza impugnata, condannando il contribuente alle spese.

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