Cartella esattoriale per omesso versamento tributi - non obbligatoria comunicazione di iscrizione a ruolo

La Corte di Cassazione ha ribadito che per procedere all'iscrizione a ruolo di tributi il cui versamento è stato omesso in tutto o in parte non è necessario l'invio di alcuna comunicazione da parte dell'Agenzia delle Entrate né di Equitalia. Infatti, “tale comunicazione è prevista […] solo per il caso in cui il controllo automatico della dichiarazione riveli «un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione», ossia un errore del contribuente […].

Fuori dal caso di risultato erroneo rivelato dal controllo automatico, nessun obbligo di comunicazione è previsto dalla legge per la liquidazione, eseguita con tale metodo, d'imposte, contributi, premi e rimborsi: ciò per l'evidente ragione che i dati contabili risultanti dalla liquidazione automatica «si considerano, a tutti gli effetti, come dichiarati dal contribuente» od anche, in materia di tributi diretti, dal sostituto d'imposta (comma 4); cosicché sarebbe perfettamente inutile comunicare al dichiarante i risultati del controllo automatico e interloquire con lui, se questi coincidono col dichiarato, ossia se non emerga alcun errore; o, con riferimento alla legge numero 212 del 2000, articolo 6, comma 5, se non «sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione»” (C.Cass. sent. numero 17396 del 23 luglio 2010).

La cartella di pagamento avente ad oggetto l'omesso o insufficiente versamento di tributi non deve essere necessariamente preceduta da alcuna comunicazione. Detto obbligo, infatti non è previsto a pena di nullità dall'articolo 36 bis, DPR 600/1973, né dall'articolo 6, co. 2, legge 212/2000 (C.Cass. ord. numero 22035 del 28 ottobre 2010).

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8 novembre 2010 · Simone di Saintjust

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  • stancodivivereinitalia 22 agosto 2012 at 01:58

    Il Decreto del Presidente della Repubblica del 29/09/1973 n. 600 - art. 36 - bis dice testualmente:

    1. Avvalendosi di procedure automatizzate, l'amministrazione finanziaria procede, entro l'inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni relative all'anno successivo, alla liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonchè dei rimborsi spettanti in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d'imposta.
    .....
    f) controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempestività dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate in qualità di sostituto d'imposta.
    ......
    Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero dai controlli eseguiti dall'ufficio, ai sensi del comma 2-bis, emerge un'imposta o una maggiore imposta, l'esito della liquidazione è comunicato al contribuente o al sostituto d'imposta per evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali. Qualora a seguito della comunicazione il contribuente o il sostituto di imposta rilevi eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente nella liquidazione dei tributi, lo stesso può fornire i chiarimenti necessari all'amministrazione finanziaria entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione.

    La frase "Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero......." implica e contempla, a mio avviso, che Il mancato pagamento da parte del contribuente costituisca e rappresenti un "risultato diverso".

    Infatti, se la prima parte della frase si riferisse ai calcoli non sarebbe necessaria la seconda parte della frase, specificamente riferita alle differenze di calcolo.

    Ne consegue che la prima parte di riferisce al mancato riscontro dei pagamenti, come risultanza, la seconda ai calcoli.

    Ritengo pertanto che le recenti sentenze di Cassazione che stanno cambiando l'orientamento precedentemente consolidatosi non abbiano interpretato la normativa nel senso in cui è stata concepita dal legislatore, che prevedeva sia gli effetti del comportamento del contribuente (il mancato pagamento), che gli errori di calcolo e le omissioni.

    Ovvero, l'avviso bonario si rende necessario sia in presenza di mancato versamenti di imposte note al contribuente, sia in caso di calcoli diversi effettuati dall'amministrazione finanziaria.

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