Cartella esattoriale per contributi previdenziali - legittimazione passiva

In riferimento alle prime due tipologie di opposizione, il soggetto legittimato passivo è l'Ente impositore in quanto, mentre la formulazione originaria dell'articolo 24, comma 5 , del citato Decreto Legislativo numero 46/1999 disponeva che il ricorso di opposizione alla iscrizione al ruolo dovesse essere notificato "anche al concessionario", tale specifica previsione è stata successivamente soppressa dall'articolo 4, comma 2 ter del Decreto Legge 24 settembre 2002, numero 209, convertito con modificazioni in Legge 22 novembre 2002, numero 265.

Il concessionario del servizio di riscossione deve invece ritenersi legittimato passivamente in giudizio rispetto all'opposizione agli atti esecutivi, laddove appunto viene contestata, in generale, la regolarità degli atti esecutivi o del titolo ovvero del precetto (che, nel caso dell'esecuzione mediante ruolo, è costituito proprio dalla cartella di pagamento: a norma dell'articolo 25 del dpr 602 del 1973, quest'ultima deve infatti contenere l'intimazione di pagamento entro il termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella stessa con avvertimento che in mancanza si procederà ad esecuzione forzata).

La conferma testuale dell'affermazione secondo la quale avverso la cartella di pagamento siano consentite le suddette forme di opposizione si rinviene:

  • sia nella formulazione dell'articolo 24, comma 6, del Decreto Legislativo numero 46 del 1999, a norma del quale "il giudizio di opposizione contro il ruolo per motivi inerenti il merito della pretesa contributiva è regolato dagli articoli 442 e seguenti del codice di procedura civile";
  • sia in quella dell'articolo 29, comma 2, del medesimo decreto legislativo, a norma del quale "alle entrate indicate nel comma 1 non si applica la disposizione del comma 1 dell'articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, numero 602, come sostituito dall'articolo 16 del presente decreto, e le opposizioni all'esecuzione ed agli atti esecutivi si propongono nelle forme ordinarie".

Il citato articolo 57 del dpr numero 602 del 1973, nel testo attualmente vigente, in relazione alla procedura di riscossione delle entrate tributarie, non consente infatti le opposizioni regolate dall'articolo 615 del codice di procedura civile (fatta eccezione per quelle concernenti la pignorabilità dei beni), né le opposizioni regolate dall'articolo 617 del codice di procedura civile relative alla regolarità formale ed alla notifica del titolo esecutivo.

Di conseguenza, per quanto riguarda la riscossione dei crediti contributivi non tributari, il debitore che intenda contestare la regolarità formale degli atti di esecuzione nonché della cartella (che altro non è se non un estratto del ruolo stesso), dovrà necessariamente proporre l'opposizione agli atti esecutivi secondo la disciplina del codice di rito e, in particolare, secondo il disposto degli articoli 618 bis e 617 del codice di procedura civile, ovverosia entro il già citato termine perentorio di 20 giorni decorrenti, per quanto riguarda la cartella, dalla notifica della stessa.

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Stai leggendo Cartella esattoriale per contributi previdenziali - legittimazione passiva Autore Antonella Pedone Articolo pubblicato il giorno 20 febbraio 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 14 gennaio 2017 Classificato nella categoria contenzioso e impugnazione di cartelle esattoriali originate da omesso o insufficiente pagamento di tributi e contributi Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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