Disoccupato e nullatenente - Debiti che non posso pagare anche volendo [Commento 1]

  • Pgrey 28 maggio 2016 at 19:31

    Nel 2012 ho perso il lavoro per motivi di salute. Ho comunque continuato a pagare la rata del prestito che è di 380 euro (finanziamento per ristrutturazione effettuato nel 2010) aiutata dai miei genitori ed alcuni lavoretti saltuari.

    Ho 49 anni e trovare lavoro sembra davvero impossibile. Non riesco più a pagare quella cifra non avendo nessuna entrata, ex marito che non passa nulla, figlio minore che studia.

    Essendo un rifinanziamento propostomi alla perdita del lavoro, non si può più abbassare la rata dicono. Hanno una cambiale di 40 mila euro in mano a garanzia del prestito. Ho una parte di casa di proprietà che a breve cederò a mio figlio. Non possiedo altro tranne un 25% di casa genitoriale ereditata.

    Cosa potrei fare? Esiste un modo per accordarsi con la finanziaria? almeno finchè non troverò altro lavoro, poi sicuramente riprenderò a pagare puntualmente.

    • Ludmilla Karadzic 29 maggio 2016 at 05:42

      La cambiale da 40 mila euro in mano al creditore rappresenta, purtroppo, un bel problema. Il creditore, potrà avviare la riscossione coattiva senza nemmeno rivolgersi al Tribunale per ottenere un decreto ingiuntivo.

      E' vero che per un qualsiasi creditore pignorare quote di immobili di proprietà del debitore inadempiente è assai complicato ed ancora più difficile poi piazzarle all'asta, a meno che il giudice non disponga la vendita per l'intero.

      E' vero che, con una cambiale da 40 mila euro non pagata dal debitore, il creditore può iscrivere ipoteca sugli immobili posseduti in quota ed è anche vero che alle finanziarie non piace gestire crediti a lunga scadenza garantiti da ipoteca, preferendo cederli in perdita.

      Ma, l'espropriazione e l'iscrizione ipotecaria sui beni immobili del debitore rappresentano pur sempre eventi da mettere nel conto quando si decide, oppure si è costretti, a non pagare più le rate di rimborso del prestito.

      Per neutralizzare un simile rischio la cosa da fare, prima che siano avviate procedure giudiziali, è quella di alienare i beni, possibilmente evitando donazioni o vendite fittizie (che possono essere sempre oggetto di revocazione), ma procedendo con una vendita a terzi, che non siano parenti od affini, ad un prezzo di mercato e con una transazione caratterizzata da reali passaggi di denaro.

      Un volta effettivamente spogliatosi dei beni immobili pignorabili ed espropriabili, il debitore è in grado di gestire la situazione, la finanziaria cederà il credito che potrà essere chiuso, quando avrà trovato lavoro, anche con una soluzione a saldo stralcio (con uno sconto cioè del 70-80% del debito in conto capitale e contestuale annullamento degli interessi moratori).

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